Sono nudi o vestiti? Ce la fai a indovinarlo soltanto dallo sguardo? Ecco l’ultimo “gioco” che sta facendo impazzire il web


 

Pensiamo di sapere tutto sul mondo della fotografia. Nell’era dei selfie tutto sembra essere oramai scoperto, ma non è così. Claudio Cravero è un fotografo torinese che si è posto una domanda: come cambia l’espressione del viso di una persona che non ha alcuna barriera tra sé e l’obiettivo di una macchina fotografica? Abbiamo parlato con lui e ci ha spiegato in che modo si sviluppa il suo progetto “Nudi”. La questione pare semplice: due scatti (mai di più) al volto di una persona che in un caso è vestita, in un altro è completamente nuda. La prima volta che Claudio ha parlato di questo progetto ha avuto subito l’appoggio degli amici, che si sono prestati come “modelli”. Poi c’è stata la fase del passaparola, e altre persone si sono offerte di partecipare alla ricerca. Le fotografie vengono esposte in dittici e nessuno, a parte il fotografo, sa in quale scatto il soggetto era nudo e in quale era vestito.

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Ad oggi i dittici a disposizione di Claudio sono circa 40, un’altra ventina di persone si è prenotata per farsi fotografare, attendono che il fotografo vada a casa loro. Sì, perché Claudio ha cercato di eliminare ogni tipo di barriera psicologica. A parte gli abiti, s’intende. Anche la scelta di due soli scatti e mai di più tende a questo: se si disponesse di più fotografie il fotografo sarebbe portato a scegliere in base al proprio gusto personale di quale immagine servirsi per la costruzione del dittico. La scelta di Cravero è stata drastica: “Una foto vestiti, una nudi, come viene viene”. Il desiderio di Claudio è, una volta raccolto uno ampio spettro di volti, di destinare il progetto alla ricerca psicologica su due fronti: la mimica facciale dei soggetti ritratti e le (simpatiche) discussioni del pubblico. Che valore diamo a questi sorrisi? Come percepiamo l’imbarazzo? Il 23 e il 24 ottobre potrete vedere parte di questo lavoro nelle vie del centro di Cuneo, per la mostra “Albume. Artisti a domicilio”. Le immagini esposte abbracciano indifferentemente generi, età e provenienze diverse e si sta lavorando per allargare l’indagine anche a culture e religioni differenti. Alla mostra potrete lasciare il vostro contributo in questo senso: una X sotto all’immagine che secondo voi è senza veli e poi Claudio raccoglierà i dati per presentarli a degli psicologi.

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