Guerra in Siria: la piccola scambia la fotocamera per un’arma e si arrende. La foto commuove il mondo


 

Guardatela: questa bimba è il simbolo della guerra. Perché? Perché lei, Hudea, ad appena 4 anni ne ha viste così tante ed è talmente terrorizzata da quello che sta avvenendo intorno a lei, in Siria, che di fronte all’obiettivo di una macchina fotografica puntato addosso, alza le mani: si arrende.

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In un Paese così martoriato è possibile che una bimba scambi l’obiettivo di una macchina fotografica professionale per la canna di un fucile. Immaginate cosa può passare per la testa di quella creatura, testimone incolpevole della barbarie, come lo sono tutte le vittime di guerre senza un perché. La piccola siriana si è trovata di fronte il fotografo Osman Sagirli nel campo profughi allestito ad Atmeh. E ha reagito così: le braccia alzate, l’espressione preoccupata.

Lo scatto della bimba è stato condiviso lo scorso 24 marzo su Twitter dalla giornalista Nadia AbuShaban. In pochi giorni, è stato condiviso più di 10.000 volte. E il web si è attivato per rintracciare l’autore della foto. Si è scoperto, quindi, che l’immagine è stata scattata da Osman Sagirli a dicembre 2014, ed è stata pubblicata per la prima volta dal quotidiano turco Türkiye a gennaio 2015, per cui l’uomo lavora da 25 anni. La Bbc lo ha contattato e lui ha confermato: “Quel giorno stavo utilizzando un teleobiettivo e la bimba ha pensato che fosse un’arma. Ho capito subito – racconta il fotografo – che si era spaventata. Normalmente i bambini nascondono la loro faccia o sorridono quando vedono una fotocamera”.

Hudea, la bambina protagonista dello scatto, era arrivata nel campo di Atmeh – a circa 10 km dal confine turco – con sua madre e due fratelli dopo un viaggio di 150 km. Nel 2014, stando ai dati diffusi dal Syrian Observatory For Human Rights, la guerra civile in Siria ha causato la morte di 76.000 persone, di cui più di 3.500 bambini. Dall’inizio del conflitto, nel 2011, sono finora morti circa 206.000 individui.

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