75 anni in musica, tanti auguri a Francesco Guccini: dalle balere al cinema passando per la scrittura


 

Cantastorie e poeta erudito, ma anche compositore, scrittore e attore, ha saputo costruire una solida carriera musicale facendo di ironia ed esistenzialismo le sue cifre stilistiche, senza mai perdere di vista l’attivismo politico. Spegne oggi 75 candeline il ‘Maestrone’ Francesco Guccini, di cui più di quaranta vissuti da protagonista della canzone d’autore italiana. Mescolando folk e beat in oltre venti album e canzoni di successo, ha saputo intrecciare il linguaggio popolare a quello aulico di Leopardi, Montale, Carducci e Eliot, imponendosi negli anni come il ‘poeta anarchico’ della musica italiana. Nato a Modena il 14 giugno 1940, nei primi anni sessanta inizia a lavorare come istruttore in un collegio a Pesaro, per poi passare alla ‘Gazzetta di Modena’, dove lavora due anni come cronista. Guccini muove i primi passi nella musica assieme a Victor Sogliani, che sarà uno dei componenti degli Equipe 84, e Dodo Veroli, produttore dei Nomadi. Dalle balere, in cui suonava con Sogliani e Franco Fini Storchi con la band ‘I Gatti’, alla riviera romagnola, inizia a suonare in Italia e all’estero. Quando Guccini parte per il servizio miliare, I Gatti si uniscono a un’altra formazione, per poi convergere nel 1964 in un unico gruppo, gli Equipe 84, band nella quale Guccini rifiutò di entrare per continuare gli studi che lascerà però incompiuti. In questo periodo inizia a scrivere pezzi come ‘Auschwitz’ e ‘E’ dall’amore che nasce l’uomo’, canzoni che diventano presto grandi successi dell’Equipe 84.

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Saranno però i Nomadi a far esplodere il fenomeno Guccini con ‘Dio è morto’, uno dei brani più noti del cantastorie modenese, al tempo censurato dalla Rai perché ritenuto blasfemo. Il brano, che richiama nel titolo il celebre aforisma di Nietzsche, sarà elogiato poi da Papa Paolo VI per il suo contenuto di protesta. Nel 1967 gli viene proposto di partecipare al Festival di Sanremo come autore della parte musicale di ‘Una storia d’amore’, brano di Caterina Caselli e Gigliola Cinquetti, ma la canzone non superò le selezioni, venendo però incisa lo stesso dalle due cantanti. Il primo successo da cantautore è il 33 giri ‘Folk beat n. 1’, pubblicato nel marzo 1967, con canzoni che narrano di temi come il suicidio, la morte, la guerra e l’Olocausto, e che sono tuttora tra i classici del suo repertorio, come ‘Statale 17’, ‘In morte di S.F. (Canzone per un’amica)’ e ‘Noi non ci saremo’. Tuttavia, l’album non ottiene il successo sperato, e in questo periodo Guccini continua a comporre per Caterina Caselli, scrivendo alcuni dei suoi brani come ‘Cima Vallona’ e ‘Le biciclette bianche’. Tra gli album più significativi della sua carriera figurano ‘Radici’, pubblicato nel 1972, con brani che diventano manifesti della sua arte poetica come l’anarchico ‘La locomotiva’, e ‘Piccola città’. A questo album segue nel 1974 ‘Stanze di vita quotidiana’, un lavoro composto da sei brani, in cui si riconoscono tracce di vocaboli leopardiani associati a temi della quotidianità. Nel 1976 pubblica ‘Via Paolo Fabbri 43’, in cui è contenuto uno dei successi del cantautore, ‘L’Avvelenata’, una ‘canzone-sfogo’ sarcastica, tra le più irriverenti del suo repertorio musicale, che prende di mira il critico Riccardo Bertoncelli che lo aveva etichettato come un artista ‘finito’ qualche anno prima.

 

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Gli ’80 sono gli anni di ‘Metropolis’ (1981), ‘Guccini’ (1983), e ‘Signora Bovary’ (1987) che riprende il titolo del celebre romanzo di Gustave Flaubert, mentre gli anni ’90 si aprono con ‘Quello che non…’ (1990), e ‘Parnassius Guccinii’ (1993), dal nome dell’omonima farfalla descritta per la prima volta nel 1992 dall’entomologo Giovanni Sala, che la ribattezzò così per omaggiare il cantautore. Nel 2000 pubblica ‘Stagioni’, album dedicato al tempo che passa, in cui figurano ‘Ho ancora la forza’ e ‘Don Chisciotte’, tra i brani più celebri del cantautore. L’ultimo album del ‘Maestrone’ è ‘L’ultima Thule’, uscito nel 2012 che secondo quanto ha dichiarato, sarà il suo ultimo disco. Guccini non è solo un compositore ma anche uno scrittore di successo, e ha all’attivo diverse pubblicazioni tra cui spiccano ‘Croniche Epifaniche’, libro d’esordio pubblicato nel 1989 in cui racconta la sua infanzia, e ‘Vacca d’un cane’ nel 1993, incentrato sulla sua adolescenza. Nel 1997 è la volta di ‘Macaronì’, un romanzo giallo scritto a quattro mani con Loriano Macchiavelli, mentre nel 1998 firma ‘Un disco dei Platters’, e i best seller ‘Lo spirito e altri briganti’ nel 2002, e ‘Tango e gli altri’, nel 2007, romanzi incentrati sulle vicende del maresciallo Santovito, e scritti ancora una volta con Macchiavelli. Nel 2003 pubblica infine ‘Citanòva Blues’, che conclude la trilogia biografica avviata con ‘Cronache Epifaniche’ e Vacca d’un cane’. Compositore, cantastorie, scrittore, ma anche attore. Guccini ha recitato in diverse pellicole cinematografiche come ‘Fantasia, ma non troppo, per violino’ di Gianfranco Migozzi nel 1976, ‘I giorni cantati’ di Paolo Pietrangeli nel 1979, ‘Musica per vecchi animali’ di Stefano Benni nel 1989, ‘Radio Freccia’ di Luciano Ligabue, nel 1998, ‘Ormai è fatta!’ di Enzo Monteleone nel 1999 e in tre film di Leonardo Pieraccioni: ‘Ti amo in tutte le lingue del mondo’ nel 2005, ‘Una moglie bellissima’ nel 2007, e ‘Io e Marilyn’ nel 2009.

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