Fazio intervista Guccini ma la vera protagonista è la gatta


Siparietto “animalista” durante la “Che tempo che fa”. Fabio Fazio si collega con Francesco Guccini che appare seduto al tavolo della cucina di casa sua a Pavana. Dopo qualche istante entra in scena la gatta nera Paurina del cantautore che diventa l’assoluta protagonista.



Guccini è un grande amante dei gatti. In un’intervista per i suoi settanta anni ha detto: “Mi sento come i gatti di gennaio”. E una volta ha raccontato di quando, sottotenente a Trieste, due vicentini gli hanno offerto di mangiare un gatto. Li mise in punizione per una notte… Ma tutto l’amore di Francesco per i gatti si può scoprire scorrendo i testi delle sue canzoni. (le trovate dopo il video del Corriere.it)

 

Guccini e l’amore per i gatti…

 

 
CANZONE DELLE SITUAZIONI DIFFERENTI
 
Se a volte urlo la rabbia,
poi dimentico e mi perdo
nei mondi dentro agli occhi dei miei gatti.

GIORNO D’ESTATE
 
(Un gatto pigro che si stira sul muro,
sola cosa che vive, brilla al sole d’estate
si alza nell’aria come un suono d’incenso,
si alza nell’aria come un suono d’incenso,
l’odore di tiglio delle strade alberate.)

LETTERA
 

All’una in punto si sente il suono
acciottolante che fanno i piatti,
le TV son un rombo di tuono
per l’indifferenza scostante dei gatti;

IL PENSIONATO
 

“Buon giorno, professore.
Come sta la sua signora?
e i gatti, e questo tempo
che non si rimette ancora…

Mi dice cento volte
fra la rete dei giardini
di una sua gatta morta,
di una lite coi vicini
e mi racconta piano,
col suo tono un po’ sommesso
di quando lui e Bologna
eran più giovani di adesso.

L’UBRIACO
I rumori della strada
filtran piano alle pareti,
dorme il gatto sulla panca
e lo sporco appanna i vetri.

VIA PAOLO FABBRI 43

(Se fossi più gatto, se fossi
un po’ più vagabondo
vedrei in questo sole, vedrei
dentro l’alba e nel mondo
ma c’è da sporcarsi il vestito
e c’è da sgualcire il gilè
che mamma mi trovi pulito qui
all’alba in via Fabbri 43).
 

(Se tutto mi uscisse, se aprissi
del tutto i cancelli
farei con parole ghirlande
da ornarti i capelli
ma madri e morali mi chiudono
ritorno a giocare da me
do un party, con gatti e poeti,
qui all’alba in via Fabbri 43).

ACQUE

…colpendo implacabile il tetto
di lunghi vagoni,
creando annoiato interesse
negli occhi di un gatto,
coprendo col proprio scrosciare
lo spacco dei tuoni
che restano appesi un momento
nel cielo distratto…

BALLANDO CON UNA SCONOSCIUTA

Con gesti da gatto
infilava sui tetti le antenne,
in alto d’estate
sui grattacieli della periferia
come un angelo libero,
in bilico sulla città…