“Sei un grande!”. Al Bano Carrisi, il gesto meraviglioso per l’ospedale di Bari. Da brividi


Un gesto meraviglioso quello di Al Bano Carrisi. Il cantante si è recato non distante dal Policlinico di Bari e si è fermato fuori dalla struttura che ospita gli operatori intonando le parole e le note della sua canzone più famosa: Felicità. Un omaggio, un supporto morale, un augurio dedicato a tutti i pazienti ricoverati nella struttura attraverso un gesto rivolto al personale medico-sanitario che da settimane è alle prese con la gestione e le difficoltà derivate dall’emergenza sanitaria del coronavirus anche in Puglia. La musica ha interrotto, per qualche minuto, quella delicata routine a cui erano tutti abituati.

Il filmato di quell’esibizione è stato pubblicato tra le Instagram Stories del Policlinico di Bari che ha voluto, poi, ringraziare il cantante di Cellino San Marco ricostruendo – in un breve video – quel suo omaggio ai pazienti e al personale medico-sanitario che lavora incessantemente all’interno della struttura pugliese. Al Bano si è fermato al di fuori dell’Hi Hotel, la struttura che da diverse settimane ospita gli operatori sanitari del Policlinico di Bari che – per evitare di diffondere il contagio (con infezione che si possono prendere all’interno del Covid Hospital nel quale lavorano) – non stanno tornando a casa dai loro cari e familiari. (Continua a leggere dopo la foto)









Per questo motivo le note di Felicità sono un piccolo omaggio per fare forza a loro che, ogni giorno, sono alle prese con la realtà che sembra essere molto meno felice. Al Bano sta trascorrendo la sua quarantena nella tenuta di Cellino, San Marco, con Loredana Lecciso e i figli Jasmine e Albano jr.. L’isolamento forzato lo ha portato a riscoprire il suo antico legame con la natura e la campagna. (Continua a leggere dopo la foto)






“Sono tornato a fare il contadino. Da mattina a sera sto all’aria aperta e sfogo la mia iperattività nei campi. Ho sempre avuto un grande amore per la terra, è una fonte di energia pura”, ha dichiarato a Chi. “Le tradizioni contadine della mia infanzia sono diventate il mio quotidiano. E mi sento rinnovato, vicino come non mai ai miei nonni, a mio padre, a mia madre che è scomparsa pochi mesi fa”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


“Purtroppo la quarantena mi impedisce di andare al cimitero a trovare i miei genitori, di pregare sulla loro tomba”, ha ammesso a malincuore. “Questa è una ferita in più. Ma attraverso i gesti del lavorare con gli attrezzi agricoli, dell’usare la zappa, la scure o il trattore, della fatica fisica e del sudore sento i miei cari accanto. È una sensazione molto intensa”.

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