“Mi drogavo, e parecchio. Fuori sembravo forte e determinato, ma in realtà ero fragilissimo”. La dolorosa confessione del cantante che soltanto oggi trova il coraggio di rivelare quegli anni difficili


 

Dei suo problemi con la droga aveva già parlato in passato, senza entrare nel dettaglio. Ora ha scelto di non nascondersi più, aprendosi al pubblico e raccontando quei momenti difficili che hanno accompagnato la sua ascesa nel mondo della musica. Lui, Tom Chaplin, è il frontman dei Keane, gruppo musicale alternative rock britannico famoso per aver sfornato diverse hit di successo come Somewhere Only We Know, Bedshaped e This is The Last Time. Il 37enne, che di recente si è lanciato in una carriera da solista, è stato ospite dello show televisivo Loose Women, dove ha affrontato l’argomento della sua dipendenza dagli stupefacenti: “Quando facevo ancora parte della band, avevo paura di confrontarmi con me stesso, con quello che stavo diventando, con la direzione presa all’improvviso dalla mia vita. Dall’esterno sembravo una persona sicura di sé, determinata. Non era affatto così, ero fragile e spaventato”. (Continua a leggere dopo la foto)



Nel 2006 Tom era stato costretto a un ricovero per l’abuso di droghe, soprattutto cocaina, costringendo i Keane ad annullare un imminente tour in giro per il mondo. “Ho affrontato delle pesanti terapie, mi sono ripulito. Ma nel 2013 ci sono ricaduto. Avevo appena lasciato il gruppo, mi sentivo solo. Un errore gravissimo. Ho allontanato mia figlia da me. Per fortuna mia moglie mi è invece rimasta accanto, aiutandomi”. (Continua a leggere dopo la foto)


 


 

“La dipendenza è un brutto demone – ha concluso Tom – che cerca di portarti via le cose alle quali tieni di più, una dopo l’altra. Oggi per fortuna quei giorni sono lontani. Ogni tanto sogno la mia vecchia vita, la droga. Tanta droga. Poi apro gli occhi di colpo e mi rendo conto che non è la realtà, che sono ancora pulito. E mi sento felice”.

“5.000 euro di eroina al mese”. L’accusa choc all’ex bambino prodigio di Hollywood, poi precipitato in un folle e pericoloso turbine di droga e alcool. Ora rompe il silenzio e dice la sua. Parliamo proprio di lui