“Mi ha lasciato”. È una delle cantanti più riservate d’Italia ma stavolta Elisa non è riuscita a trattenersi e ha deciso di parlare apertamente di quella ferita profonda che non si è ancora rimarginata


Elisa, una vita piena d’amore, ma anche drammi, abbandoni e morte. In una lunga intervista a Grazia la cantante si confessa. Il suo rapporto con i figli, il suo ruolo di madre, l’amore per il marito Andrea Rigonat, chitarrista della sua band, al quale è dedicata la canzone “Bruciare per te”. Parlando del marito ha detto: “Il testo è una dichiarazione d’amore per Andrea, mentre il video spiega le radici di quel sentimento così intenso. Racconta una parte della mia storia, il dolore che ho provato da piccola per mio padre che se ne è andato. E il superamento di quella sofferenza quando ho trovato finalmente una persona d’amare”. Ma il nodo focale della storia è stato il rapporto controverso che Elisa ha avuto con il padre.

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La cantante infatti è cresciuta con la mamma e la sorella Elena, di 11 anni più grande, riuscendo a frequentare molto meno il papà, morto il 21 gennaio 2015. La situazione era questa: “Mia madre stava insieme a mio padre, ma mio padre non viveva con noi perché aveva anche un’altra famiglia. Le vacanze le faceva con noi, però il resto del tempo stava con loro”.

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Il dolore provato si mostra in tutta la sua produzione artistica. E ancora di più nell’ultimo album che la cantante sta per portare in tour. “Dedico il video a tutte le donne che da bambine non hanno avuto il supporto di una figura paterna. La mia canzone è un messaggio positivo, dà speranza. È come se dicessi loro: ‘Tenete duro, trovate una strada’. Noi abbiamo qualcosa di diverso nel dna rispetto alle ragazze che hanno avuto fin da piccole l’approvazione del padre.”

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presto.

Una foto pubblicata da ELISA TOFFOLI Official (@elisatoffoli) in data: 27 Lug 2016 alle ore 15:04 PDT

“Loro hanno un’altra sicurezza – continua – noi, invece, abbiamo dovuto conquistare la femminilità… Da piccola non mi sentivo credibile come donna, proprio perché mi è mancata la figura paterna. Ci sono cose tipiche che fanno le bambine: mostrare dopo cena alla famiglia il cerchietto nuovo, la gonna, il saltello imparato a danza. E di solito c’è un papà che dice: ‘Che bella che sei’. È la prima gratificazione che si riceve da una figura maschile ed è il riconoscimento della femminilità.”

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