Sanremo, stravince Diodato con “Fai Rumore”. Un testo profondissimo: ecco il significato


A Sanremo ha stravinto Diodato. Grande conclusione per il 70esimo Festival della canzona italiana. Un successo planetario per tutti, soprattutto per Amadeus e ieri sera anche per il giovanissimo Diodato e la sua “Fai rumore”. L’artista ha curato sia il testo che la musica del brano, affiancato da Edwyn Roberts. Non è la prima volta che Diodato sale sul palco del Teatro Ariston, dal momento che nel 2014 partecipò tra le Nuove proposte con la canzone “Babilonia”, mentre nel 2018 si presentò con la canzone “Adesso” insieme al musicista Roy Paci.

Dal 2010 anno in cui si è avvicinato al mondo della musica, Diodato ha iniziato a lavorare con diversi artisti, ricordiamo ultimamente le collaborazioni con Daniele Silvestri, nel suo album “Acrobati” e collabora anche con i Subsonica. L’ultimo singolo “Che vita meravigliosa” pubblicato nel 2019 è diventato la colonna sonora del film di Ferzan Ozpetek, “La dea fortuna”, proiettato in sala da dicembre 2019. Continua a leggere dopo la foto e il video)









Riguardo invece la canzone vincitrice, il significato è in pieno stile sanremese, non tradisce la predisposizione al “cantar d’amore” tipica dell’interprete di origini pugliesi, e gli vale la vittoria. Senza troppi giri di parole e con l’efficacia della semplicità Diodato parla d’amore, di un sentimento puro e difficile da scalfire, nonostante le difficoltà e la fine di una storia. Continua a leggere dopo la foto e il video)






Come si legge in centinaia di versi tramandati dai più grandi poeti, l’amore fa vagare senza meta, l’amore crea inquietudine, vuoto e malinconia quando viene a mancare. Antonio Diodato dà voce a questa condizione: in “Rumore” c’è il tormento di un uomo che desidera vivere il proprio amore, brama l’oblio, ma finisce col rassegnarsi al fatto che qualsiasi azione, qualsiasi pensiero rivolga sempre al fulcro del suo sentimento. Continua a leggere dopo la foto e il video)



 


Un’assenza che fa si presenza, un silenzio talmente assordante che si fa rumore, questa è la poesia dolce e malinconica cantata sul palco dell’Ariston: “Che fai rumore qui e non lo so se mi fa bene, se il tuo rumore mi conviene”. E allora in bocca al lupo!

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