Musica in lutto. Il cantante e attore è morto: “La sua voce ‘viola’ mancherà a tutti”


Antifascista di famiglia e di fatto, Narciso Parigi si è spento per sempre. Nato a Campi Bisenzio il 29 novembre del 1927, Parigi comincia a lavorare. Temperamento vivace fin da adolescente, viene espulso da scuola a causa di una battuta anticlericale di un compagno che lui si rifiuta di denunciare. Così, su un triciclo fa il garzone e consegna scarpe alle botteghe fiorentine.

Narciso Parigi si afferma dapprima come cantante radiofonico, e l’Orchestra Ferrari rappresentò una grande esperienza. Parigi diventa un vero e proprio esempio di cantautorato italiano, nonché interprete di  brani rappresentativi. Ma non solo: Narciso fu anche compositore, ad esempio per citarne alcuni, “Cosa sognano gli angeli”, “Ricordando Odoardo Spadaro”, “Non ritornar” e “Le ragazze di Monticelli”. Con “Italia, America e ritorno” Parigi corona il sogno di vedere realizzato un importante progetto musicale, che coinvolge attualmente anche Lorenzo Andreaggi. (Continua dopo le foto).













Una data indimenticabile quella di oggi 25 gennaio: il “labaro viola” dell’inno della Fiorentina si spegne all’età di 92 anni. Muore nella sua casa sulle colline fiorentine. Oltre 5mila incisioni fanno di lui un nome votato alla musica sempre impegnata da ‘prima linea’. Appassionato e sempre dinamico, Narciso lascia la moglie Fiorella e i figli Daniela e Andrea. Si è spento come probabilmente avrebbe desiderato, ovvero circondato da amici: “i soldi non contano nulla, l’unica vera ricchezza è l’amicizia”. Queste le sue parole. (Continua dopo la foto).



“Essere buoni e fare il bene non costa niente”, Narciso Parigi ha applicato nella sua esistenza tutti gli insegnamenti del padre. La notizia della sua morte suscita grande commozione nella città di Firenze così come in tutta Italia e all’Estero, proprio perché la popolarità di Narciso non ha eguali. In occasione della partita con l’Atalanta in Coppa Italia del  15 gennaio i tifosi viola della Curva Fiesole hanno esposto uno striscione di incoraggiamento: “Forza Narciso”, proprio per dimostrare vicinanza in un momento difficili che ha visto il doloroso epilogo. (Continua dopo le foto).

Narciso non ce la fa e si spegne circondato da amore e gratitudine. “Garrisca al vento il labaro viola/sui campi della sfida e del valore/
una speranza viva ci consola”, così recita il brano Inno Viola di Narciso Parigi ed è così che l’intera città si unisce a quel ricordo, dimostrando calorosa vicinanza alla famiglia di un uomo che, con il sorriso e gli occhi ridenti, mostrava sempre la strada migliore da percorrere, per rivelare la luce della vita e il tepore della speranza mai spenta. Ciao Narciso.

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