“Non farò quella fine”. Ultimo a cuore aperto, la sua paura più grande


Per molti, più di Mahmood il successo all’ultima edizione del festival di Sanremo sarebbe dovuto andare a Ultimo. Un secondo posto che non ha però spento l’entusiasmo di Niccolò Moriconi, ma anzi lo spinto a guardare avanti con ancora più forza e determinazione. Per sapere qualcosa di più di questo cantante e capire come nascono le sue canzone basta andarsi a rileggere un’intervista di qualche tempo fa pubblicata su Vanity Fair, dove Ultimo ha svelato qualcosa in più del suo passato.
Ho cominciato a suonare il piano a 8 anni, a 14 mi esibivo nei locali. A scuola sono stato bocciato due volte, ma ppe’ forza: facevo una vita “ribelle”.

Per la musica ho sempre rotto i cog**oni a tutti, in questo sono stato sfacciato», ha raccontato Ultimo, che non si è mai sentito dire “bravo” dai suoi genitori: «I miei non sono mai stati come quei genitori che alle partite di calcetto incitano i figli dagli spalti. All’inizio mi tenevano coi piedi per terra, e a me un po’ faceva soffrire. Continua dopo la foto









Però adesso li capisco e se dovessi avere un figlio farei come loro». Lo pseudonimo di Ultimo ha molto a che fare con il suo desiderio di “sfondare”: «È stata una scelta un po’ parac**a, ma ha portato bene: ho sempre avuto una grande fame e tanta voglia di arrivare». Difatti nell’arte di comporre e interpretare il giovane ha dichiarato di essersi sentito “primo”: «Nella musica sempre: mi sono sempre sentito forte, deciso, sicuro. Il che è anche una maledizione: quando nasci con la voglia di scrivere canzoni, pensi che solo quelle debbano essere perfette, tutto il resto no!». Continua dopo la foto






Nel corso di quella stessa intervista Ultimo ha raccontato anche qualche curiosità. Il giovane ha parlato del suo primo tatuaggio: «Kurt Cobain, a 15 anni. Lui è stato il primo artista in cui mi sono “immedesimato”: Something In The Way, l’ultima di Nevermind, è una canzone che mi ha davvero cambiato». L’artista ha ammesso anche la sua paura di diventare grande, un timore legato ad un “trauma” personale: «Ci sono molti adulti fichissimi, altri che da piccolo mi hanno un po’ traumatizzato, che quando li guardavo pensavo “non voglio finire come loro”». Continua dopo la foto



 


Ultimo ha citato un esempio concreto: «Un professore, Mariano, ogni volta che entrava in classe diceva “hey Moricone, guarda che di canzoni non si vive…”. Questo solo perché pure lui ci aveva provato a fare il musicista, ma non era riuscito. Quando lo vedevo pensavo che non avrei mai voluto ritrovarmi a 50 anni così, triste e frustrato». Svelato dunque anche perché uno dei suoi album di maggior successo si chiama Peter Pan.

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