Marco Carta, la sentenza del processo per le accuse di furto delle magliette alla Rinascente


Ritorniamo a parlare della vicenda che ha tenuto sulle spine milioni di Italiani. Marco Carta era stato fermato lo scorso 31 maggio all’uscita Rinascente in compagnia di un’amica, Fabiana Muscas (la cui posizione è stata stralciata dopo che ha chiesto di essere ammessa all’istituto della messa alla prova, ovvero di potere svolgere lavori di pubblica utilità). Gli addetti alla sicurezza del negozio avevano trovato nella borsa della donna alcune magliette prive dei dispositivi anti-taccheggio e non pagate. A questo punto era intervenuta la polizia locale, che aveva arrestato il vincitore di Sanremo 2009 e la donna.

Entrambi erano finiti ai domiciliari, ma pochi giorni più tardi il giudice del processo per direttissima non aveva convalidato l’arresto. Carta è così rimasto in libertà in attesa del processo, che si è concluso oggi. E ora finalmente belle notizie per il cantante sardo: Carta è stato assolto “per non aver commesso il fatto” dall’accusa di furto aggravato nel processo con rito abbreviato per il caso delle magliette, del valore di 1200 euro, rubate alla Rinascente di Milano lo scorso 31 maggio. Continua a leggere dopo la foto








“La sua innocenza era chiara fin dal primo momento”, hanno commentato i suoi legali, gli avvocati Simone Ciro Giordano e Massimiliano Annetta. “L’appello? L’esito è talmente certo che sono sicuro che la vicenda finirà qui. Dai filmati è emersa l’estraneità totale di Carta alla vicenda delittuosa”. Il cantante, che non era presente in aula, ha appreso al telefono dal suo avvocato la notizia, è scoppiato in lacrime e ha esclamato “oddio grazie”. Continua a leggere dopo la foto






Il pubblico ministero Nicola Rossato, che impugnerà la sentenza di assoluzione, aveva chiesto la condanna a otto mesi di carcere e una multa di 400 euro, mentre i difensori del cantante avevano sostenuto l’innocenza dell’artista e chiesto l’assoluzione piena, spiegando che la prova della sua estraneità ai fatti sarebbe stata trovata nei video delle telecamere di sorveglianza dei grandi magazzini. Immagini proiettate oggi in aula davanti al giudice Stefano Caramellino della sesta sezione penale. Continua a leggere dopo la foto



 


Secondo i legali di Carta le riprese dimostrano “tutto quello che è stato detto dalla difesa, ovvero che la signora (Fabiana Muscas, l’amica che si trovava con Carta il giorno dell’arresto) è entrata nel camerino più di una volta e che non c’è la prova che sia stato Carta a entrare nel bagno a lasciare gli antitaccheggio che sono stati poi ritrovati lì”.

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