Gravissimo lutto per Cesare Cremonini. Gli aveva dedicato una bellissima canzone


“Padre, occhi gialli e stanchi. Nelle sopracciglia il suo dolore da raccontarmi”, cantava questo Cesare Cremonini nel 2002, dedicando un’intera canzone ai suoi genitori. Oggi, Cesare lo ha dovuto salutare davvero. È morto Giovanni Cremonini lunedì 16 settembre all’età di 94 anni. Lo annunciano diversi siti e giornali locali, a partire da Il resto del Carlino. L’uomo è morto in una stanza dell’ospedale Sant’Orsola dove era ricoverato. Per ora, il cantante non ha rilasciato commenti ufficiali. I funerali si terranno giovedì 19 settembre, alle 10, nella chiesa Santa Maria Assunta e San Gabriele dell’Addolorata della frazione di Idice.

A San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, Giovanni Cremonini era conosciuto e amatissimo, in quanto per molto anni era stato medico di base. I media bolognesi ricordano il dottor Cremonini come un personaggio che ha dedicato tutta la sua vita agli altri. Medico e nutrizionista, era nato a Sant’Agata Bolognese il 10 ottobre del 1924. Ha lavorato come medico di famiglia, a San Lazzaro, addirittura dal 1952, fino alla pensione. Nel 2017, gli era stata intitolata una targa all’interno del poliambulatorio Asl di San Lazzaro di Savena. Alla cerimonia, voluta dal sindaco Isabella Conti, partecipò anche il figlio Cesare. Continua a leggere dopo la foto






Alla moglie Carla, oltre al celebre cantante l’uomo ha avuto anche un altro figlio, Vittorio. In quell’occasione, l’ex leader dei Lunapop disse di lui: “Per il mio babbo sono stato un figlio ma anche un paziente, perché ha trattato tutti i suoi pazienti come dei figli”. Comprensibilmente, resta il silenzio social sui profili ufficiali di Cesare, che ha preferito non dare un annuncio ufficiale dell’accaduto. L’ultimo post Instagram è una dedica a Sinisa Mihajlović, che per un triste circostanza è ricoverato proprio nel medesimo ospedale in cui è morto il padre. Continua a leggere dopo la foto








Recentemente, il cantante ha raccontato di quando fu lui a prendersi cura del genitore, quando ebbe un ictus qualche anno fa: “Stavamo passando una bella serata in due in Piazza Santo Stefano, una delle più belle cartoline di Bologna, quando le sue parole cominciarono a cadere sul tavolo. La sua voce spariva e tornava accompagnata da un fortissimo mal di testa. Decidemmo di tornare a casa. Una volta arrivati nelle campagne fuori Bologna dove ancora vive, smise di parlare. Lo portai in ospedale attraversando chilometri di strade in mezzo ai campi senza badare ai semafori e agli incroci. Continuavo a raccontargli di quando ero piccolo e lui mi addormentava con delle improbabili favole inventate. Improvvisavo alla meglio per cercare di tenerlo sveglio, mentre lui emetteva frasi sconnesse”. Continua a leggere dopo la foto


 


“Arrivati all’ospedale Sant’Orsola – conclude Cesare – lo operarono immediatamente e mi ritrovai a pregare per lui nella sala di aspetto. ‘Dio, fammi risentire ancora una volta la sua voce!’. Anche se vorrei non capitasse mai più, quel momento ha cambiato profondamente la mia vita, il mio rapporto con lui e la mia spiritualità. L’intervento riuscì e dopo due settimane di silenzio e balbettamenti mio padre tornò a pronunciare il mio nome correttamente. Pochi giorni dopo era di nuovo in ambulatorio a visitare i suoi pazienti. Sentire la sua voce sparire e rendersi irriconoscibile è il momento che vorrei poter cancellare dalla mia memoria”. Ma se, una canzone che stia al posto mio non c’è, eccola qua, è come se, foste con me. Addio, Giovanni.

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