“Vi prego, smettete di chiedermelo”. Il doloroso appello di Ezio Bosso ai fan


“Ve lo chiedo: se mi volete bene, smettete di scrivermi che vorreste vedermi al pianoforte. Non sapete la sofferenza che mi provoca, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e quindi non posso più dare alla musica abbastanza. Lo ha detto il pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso, oggi alla Fiera del Levante. Bosso soffre di una patologia neurodegenerativa.

“Quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere”, ha aggiunto. L’artista torinese, che due giorni fa ha compiuto 48 anni, si è raccontato, con accanto il suo cane Ragout, parlando di musica, arte e talento. “Il musicista non lo si diventa solo per talento, – ha detto – a un certo punto, soprattutto chi ce l’ha il talento, lo deve dimenticare e fare spazio al lavoro quotidiano, alla disciplina”. Bosso ha definito la musica “come un focolare attorno al quale sedersi, un linguaggio universale che permette a tutti di parlarsi e fare comunità a prescindere dal luogo di provenienza”. (Continua a leggere dopo la foto)








Ha chiesto un applauso per l’articolo 9 della Costituzione italiana, “una figata pazzesca perché mette insieme musica, arte e paesaggio. Ma se di quelle cose non ci prendiamo cura, spariscono e ce ne accorgiamo quando le perdiamo”. “La musica – ha detto – ci ricorda anche questo: prendersi cura, avere rispetto, far star bene, non confondere la quotidianità con l’eternità, i nostri piccoli poteri con l’assoluto”. (Continua a leggere dopo la foto)




Rispondendo alle domande del pubblico, ha detto che “la disabilità è negli occhi di chi guarda, perché il talento è talento e le persone sono persone, con le ruote o senza” e che “con la pazienza a tutte le età si può imparare, perché se uno dedica del tempo alle cose, vengono”. Ezio Bosso è uno dei simboli della nostra musica, un artista che lotta ogni giorno con una malattia neurodegenerativa che lui chiama «incidente» o in altre occasioni «terremoto». Operato al cervello nel 2011, Bosso ha sempre reagito con grande tenacia alle difficoltà. (Continua a leggere dopo la foto)


 

«Il mio disagio è per me occasione di non annoiarmi mai», disse ai microfoni di Vanity Fair, commuovendo tutti al Festival di Sanremo 2016 con il suo brano Following a Bird e, soprattutto con le sue parole sulla musica e sulla vita. La vita di Ezio Bosso è cambiata nel 2001 dopo un delicato intervento al cervello per l’asportazione di una neoplasia. A causa della malattia neurodegenerativa che lo ha colpito, la sua carriera ha subito una brusca battuta d’arresto, ma il maestro non si è perso d’animo.

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