Renato Zero, è proprio “incazzato”. “Contro i politici dobbiamo fare la rivoluzione” ha dichiarato il cantante romano. Lo racconta nei brani del suo ultimo brano “Alt!” e a breve un’interessante sorpresa


 

È appena uscito “Alt!”, l’ultimo album di Renato Zero, un disco polemico che mette in campo tanti aspetti dell’artista romano: politica, adozioni, ribellioni e tanto altro. Lui si racconta in una lunga intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano e del suo ultimo lavoro dice: “Non è un disco arrabbiato, è proprio incazzato”

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Una carriera quarantennale, 28 album, migliaia di concerti e milioni di “sorcini”, come chiama affettuosamente i suoi affezionatissimi fan. Adesso è in preparazione per inizio giugno un concerto all’Arena di Verona che Renato ricorda per un incidente che gli procurò una frattura alle caviglie e al Fatto Quotidiano dice: “Gli amici veneti erano preoccupati: ‘Renatì, nun ce venì più qui, ti raggiungiamo noi’. E io: ‘Neanche per sogno, una promessa è una promessa’”. E quella vecchio impegno è stato mantenuto. Quindi l’1 e 2 giugno Renato Zero si esibirà nell’Arena di Verona, dove sicuramente incanterà il pubblico con i suoi successi di sempre e presenterà per la prima volta dal vivo i nuovi brani dell’album.

Nell’intervista Zero esprime la sua rabbia “Verso chi si fa scivolare addosso tutto senza reagire, con chi accetta supinamente ogni cosa e con chi ha delegato agli altri ogni secondo della propria vita: all’avvocato, al commercialista, al medico. Uno sportello per ogni esigenza”, e le sue preoccupazioni per il mondo attuale: ” Non c’è da star tanto tranquilli. C’è molta agitazione. Russia, Usa, Siria, Africa. E questi signori della Corea del Nord sembrano un po’ nervosi.” 

E due brani sono dedicati alla politica: Nemici miei (cioè i politici) e Rivoluzione, che lui vorrebbe come “Le più importanti della mia vita le ho fatte negli scantinati. Negli androni: entravo crisalide e uscivo farfalla. Più colorita che colorata. Ma i colori, nella mia partitura, non spariscono mai. Neppure quando non sono felice.” E ritorna su questo tema: “Per fare una rivoluzione bastano pochi ingredienti. Una sveglia, una matita, anzi una penna così quel che scrivi non si cancella, un megafono. E poi l’androne di oggi: la piazza”. 

Zero dice la sua anche sui talent show e sui ragazzi che cercano di affermarsi “Sul tema ho scritto una canzone, In questo misero show. Se non ti fai prima le ossa in conservatorio o suonando in una cantina con le cassette vuote delle uova sopra la testa per attutire i rumori in modo che i vicini non chiamino il 113, se non fai la gavetta, il successo è effimero. Non dura”.

Anche la sua vita privata entra nell’Intervista de Il Fatto Quotidiano. Racconta del figlio adottivo: Aveva 27 anni. Oggi ne ha 42 e due bambine. Sono nonno. Il tempo passa. Io e Roberto ci siamo reciprocamente scelti”. E dice la sua riguardo alle adozioni gay “Non ho mai negato a nessuno – e non inizierò certo alla mia età – il diritto di rendere la propria vita la più felice possibile. La differenza non la fa il sesso, ma la dolcezza. Ci può essere l’inferno in una coppia etero esattamente come in una coppia omosessuale. E alla solitudine di un orfanotrofio, per chi non ha nessuno, preferirò sempre l’affetto di due persone. Di qualunque sesso”.

 

“Non avete rispetto”, Renato Zero infuriato con i fan, li attacca pubblicamente. Per lui è stato un duro colpo, ma non avrà esagerato?