È morta “l’ultima diva dell’opera lirica”: musica in lutto. Già fissati i funerali


Era considerata da tutti l’ultima grande diva dell’opera lirica, ma lei, come spiegato in un’intervista che risale a quattro anni fa, rifiutava quella definizione: “Non mi considero una leggenda dell’opera, né l’ultima diva, come a volte i giornalisti scrivono. Ogni epoca ha le sue stelle, e nel mio caso l’unica merito è di aver fatto bene il mio lavoro, nel miglior modo possibile, al più alto livello”. Ora il mondo della musica lirica la piange: il soprano Montserrat Caballé è morta sabato 6 ottobre 2018 all’ospedale Sant Pau di Barcellona, dove era stata ricoverata a metà settembre scorso. Aveva 85 anni. Caballè, che era nata a Barcellona il 12 aprile 1933, dopo 12 anni di studi presso il Conservatorio di Musica del Liceu della sua città, nel 1956 era entrata nella compagnia dell’Opera di Basilea, dove debuttò l’anno successivo come Mimí ne La bohème per poi interpretare in seguito numerose opere, tra cui Tosca, Aida, Arabella e Salomè. Specializzatasi poi nel repertorio italiano del primo Ottocento, nel 1962 fece ritorno a Barcellona, debuttando al Teatro del Liceu. (Continua dopo la foto)



La fama arrivò nel 1965, quando sostituì Marilyn Horne in ‘Lucrezia Borgia’ in forma di concerto alla Carnegie Hall di New York, ricevendo ottime critiche. Nello stesso anno debuttò anche al Festival di Glyndebourne e al Metropolitan Opera, dove avrebbe lavorato per oltre vent’anni. Nel 1970, poi, il debutto alla Scala di Milano con Lucrezia Borgia. Da quel momento il soprano iniziò un’assidua collaborazione con il teatro italiano andata avanti oltre quindici anni. (Continua dopo la foto)


Si era ritirata qualche anno fa e, come riporta il Corriere della Sera, nel corso della sua lunga carriera, ha condiviso il palco con i più grandi artisti. Anche con Freddie Mercury, con cui nel 1988 incise ‘Barcelona’ e cantò in mondovisione tre brani, ‘Barcellona, appunto, ‘The Golden Boy’ e ‘How Can I Go On’. Caballè ha però riconosciuto di aver avuto una “chimica speciale” solo con tre grandi artisti. Ovvero Pavarotti, Plácido Domingo e Carreras. (Continua dopo le foto)


 


“Quando ho cantato ‘Manon Lescaut’ con Plácido Domingo, che era meraviglioso, lui mi disse di aver scoperto un nuovo mondo cantando con me, e la stessa cosa è successa a me. Con José Carreras ho avuto una relazione molto speciale, siamo rimasti incantati ascoltandoci l’un l’altro. E con Luciano Pavarotti, che per me è stato come un padre”, ha raccontato la cantante che, nel 2012, era stata ricoverata presso il Centro Médico Teknon di Barcellona per una frattura dell’omero destro: durante un viaggio in Russia, era caduta a terra a causa di un lieve ictus. I funerali si svolgeranno lunedì, mentre domenica, presso l’ospedale, si terrà una veglia funebre.

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