“Mi ha scombussolato la vita”, la verità su una delle storie più controverse della musica. Amanda Lear racconta l’amore e la follia di stare insieme a una star come David Bowie: “Tutto è nato da una foto…”


 

Si sbottona finalmente Amanda Lear. E aspetta il giorno dopo la morte dell’ex compagno, Sir David Bowie. La storia con “Starman” era iniziata da alcuni mesi. “Fu il suo primo compleanno che trascorremmo insieme”. Amanda Lear stasera è nella sua Parigi, in vena di ricordi. E alla mente ritorna quell’8 gennaio 1974 a Londra: lei e David. “Gli chiesi se conoscesse Fritz Lang e lui disse di no. Io ribattei che non era possibile. In un cinema di periferia proiettavano “Metropolis”. E allora, come regalo di compleanno, lo portai lì, a vedere quel film. Gli piacque tantissimo. Dopo, volle sapere tutto su Lang e sull’espressionismo tedesco. Lui non aveva studiato molto. Ma, forse proprio per quello, aveva una curiosità culturale e intellettuale incredibile”.

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In un’interessante intervista a Leonardo Martinelli, l’inviato de La Stampa a Parigi, la Lear risponde ad alcuni quesiti storici, come ad esempio come si fossero conosciuti i due. “Si innamorò di una mia foto. Avevo posato per la copertina di un disco dei Roxy Music, ‘For your pleasure’. Era il 1973: ero un po’ hitchcockiana, aggressiva, con una pantera al guinzaglio. Bowie vide quella foto e si fissò su di me. Mi voleva conoscere. A quei tempi era nella sua fase Ziggy Stardust. Basta con i cantanti rock dai capelli lunghi e i jeans sdruciti: finalmente aveva portato in quel mondo un look diverso, dandy e raffinato. Era splendido”. Curioso come si conobbero (di persona) i due: “Lui stava sempre chiuso in casa, giorno e notte. E proprio una notte mi chiamò Marianne Faithfull. Mi disse: ‘Ti passo qualcuno’. Mi passò Bowie. Poco dopo mi ritrovai da lui. Marianne poi ci lasciò da soli”.

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E pensare che a quei tempi Bowie stava ancora con la moglie “e io manco lo sapevo. Pochi giorni dopo ero a casa mia con lui. Squilla il telefono ed era lei. Mi dice: “Sono la moglie di David, me lo passi?” Lì ho scoperto la sua esistenza. Dopo ci siamo conosciute e anche frequentate. Comunque il loro matrimonio stava finendo. La nsotra relazione è durata più di due anni. Sono andata con lui da Londra a New York. E dopo a Berlino. Alla fine mi sono stufata di seguirlo. E poi lui era dipendente dalla droga, non era facile. Comunque gli devo molto. Fu lui a dirmi: “Hai una voce eccezionale, devi cantare”. Io non ci avrei mai pensato. E invece lui ci credeva davvero. Mi pagò corsi di canto e di ballo. Poi iniziai a cantare con lui, ho imparato tanto. Alla fine proprio in Germania incisi il mio primo disco. E lì ci lasciammo”. E conclude: “Non l’ho più rivisto. Lui era una persona particolare: misterioso, riservato. Comunque, non lo dimenticherò mai. Mi ha scombussolato la vita”.

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