Qualche mese fa l’annuncio della sua malattia. Ora il famoso cantante continua a combattere la sua battaglia e in una lettera accorata racconta: ”Ecco come sto affrontando il cancro…”









Lo stesso Pau ha raccontato in una lettera inviata al quotidiano spagnolo El Paìs come combattere la malattia: ”La vita è una sola, dobbiamo sapercela godere perché oggi ci siamo, domani non si sa. Io ho sempre avuto pochi amici veri, ma buoni, ho fatto diventare un lavoro ciò che più amavo e al mio fianco ho avuto sempre donne stupende. Mi sento figlio della natura e per questo vivo in montagna, i medici mi hanno dato anche l’ok per salire in cima. Come tutti, ho vissuto giorni di sole e giorni di ombra, ma non mi sono mai abbattuto di fronte alle avversità. Ora ho un cancro. E allora? Ho avuto anche l’influenza, la varicella e la parotite. Il cancro è solo una malattia, come tutte le altre. Sarà anche grave e pericolosa, ma ho deciso di curarmi perché me lo hanno consigliato i medici, gli stessi che mi hanno messo in guardia su una cosa: sono affetto da un oncogene, il BRAF, che potrebbe far tornare il cancro in qualsiasi momento. Ma sono prontissimo: quando tornerà, sarò sempre qui a combattere”.




Pau Donés vuole essere un esempio per tutti: ”Noi affrontiamo la morte a seconda di come abbiamo vissuto. Per ora, alla soglia dei 50 anni, ho avuto una vita straordinaria e se il male dovesse tornare, lo affronteremo ancora. Per il momento mi godo gli affetti più cari, le risate, i sorrisi, la musica, la natura. Vado avanti, con lo stesso coraggio che ho sempre avuto e fino a quando il mio corpo lo permetterà. Ho parlato più di me che della malattia? Mi dispiace, ma non dedico mai più di cinque minuti al giorno parlando del cancro. Per questo voglio darvi dei dati che potrebbero sembrare allarmanti: il cancro è una malattia che potrà colpire, in breve tempo, la metà degli uomini e un terzo delle donne. Ma con i progressi della scienza e della medicina, in futuro potrà essere considerato davvero come una normale influenza. Quello che davvero mi preoccupa non sono le malattie, ma il mondo, malato nel come, nel quando e nel perché, nel quale viviamo. Ed è colpa della nostra maniera malata di vivere, siamo la società del benessere ma… a che prezzo?”.

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