È stato un animale da palcoscenico e per anni ha infiammato le folle di tutto il mondo. Poi Phil Collins ha detto basta ma adesso sta per succedere qualcosa (di grosso)…


 

L’addio ufficiale alle scene lo aveva dato nel 2004 con il ”First Final Farewell Tour”. Ma per Phil Collins, leggendario batterista e frontman dei Genesis, l’affetto dei fan unito alla voglia di creare qualcosa di nuovo è stato più forte della ‘pensione’ che si è auto imposto più di 10 anni fa. Ed è così che, in una lunga intervista rilasciata a Neil McCormick, critico musicale del ”Telegraph”, il cantante ha candidamente ammesso la nostalgia per il suo pubblico, la necessità di sentirsi ancora amato e, soprattutto, la voglia di tornare a calcare il palco in compagnia degli ex membri dello storico gruppo fondato nel 1967 e mito del panorama del progressive rock. Per amore della musica, ma anche per non lasciarsi andare. ”Tornerò e farò qualcosa, ne ragionavo con me stesso negli ultimi giorni. Per lungo tempo – ha raccontato Collins – sono stato alla larga dallo studio di registrazione. Ma ho preso un pianoforte, è a casa mia, e così non ho più scuse”. Un ritorno, quello del cantante, dettato anche dall’offerta del panorama musicale di oggi: ”Stavo guardando gli Mtv Music Award e pensavo: ”Non posso essere nello stesso business”’. Una consapevolezza che, tuttavia, non lo ha per nulla scoraggiato, ma anzi galvanizzato. ”Amo davvero quando qualcuno dice qualcosa di semplice come ‘amo quella canzone’. È tutto quello che voglio – ha continuato, riferendosi al suo rapporto con i fan -. Non è importante, ma è bello. Ho incontrato molta gente che mi ha detto ‘dovresti tornare’. Ne sono piuttosto lusingato”. Lusingato al tal punto da iniziare a pianificare il grande ritorno prendendo esempio dagli altri illustri colleghi: ”Kate Bush ha fatto degli show a Londra e la gente ci è andata, Billy Joel suona una volta al mese al Madison Square Garden, Bryan Adams fa due o tre settimane di tour con un sacco di pause, quindi si può fare”.

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E, per la gioia dei fan, il cantante non escluderebbe nemmeno una nuova collaborazione con i Genesis, pur non mostrando ottimismo per l’eventuale formazione originale a 5 con Peter Gabriel : ”Mi piacerebbe farlo, ma implicherebbe una serie di impedimenti se non riuscissi a suonare la batteria. Non c’è alcun motivo – afferma tuttavia Collins – perché noi tre (in riferimento agli altri membri della band Mike Rutherford e Tony Banksnon, ndr.) non dovremmo tornare insieme. Andiamo ancora d’accordo, ci siamo sempre andati”. Nulla, quindi, sembrerebbe fermare il suo prossimo ritorno. D’altra parte, afferma,”la voce è a posto, non si è ancora rovinata. Questa è la cosa più importante, considerando che molta gente neanche sa che suono la batteria, ce la potrei fare. Mi farebbe incazzare perché è la ragione per cui ho iniziato a fare questo lavoro, ma non sono sicuro che la cosa potrebbe interessare a qualcun altro”. E la voglia di tornare sul palco sembra diventare sempre più forte quando Collins ripensa agli ultimi anni da ‘pensionato’ della musica. Anni difficili, passati fra depressione, alcol, la sordità a un orecchio a causa di un virus, i problemi a mano e schiena che gli hanno impedito di continuare a suonare la batteria e le conseguenze di un terzo divorzio: ”La mia vita era un casino e vedevo la mia carriera come il nemico”. ”Ho pensato – ha raccontato l’artista 64enne – di avere il diritto di sedermi sul divano e guardare la televisione, perché non lo avevo mai fatto. Ho iniziato a bere. Ero un po’ a pezzi, ma me la godevo. Ma mi sono fatto del male col bere, la mia salute ne risentiva, così ho dovuto darci un taglio. Non ho più toccato un goccio per tre anni. E adesso sono qui”. Nessuna data ancora per il nuovo debutto, ma Phil Collins ha già iniziato a mettere da parte del materiale per un nuovo album solista: ”Ho qualche idea salvata sul mio cellulare. Ogni volta che penso a qualcosa, la scrivo. Significa fare il primo passo. E’ sempre stato così, quando cammini per lo studio col foglio bianco in mano pensi ‘cosa farò adesso?’. Ma voglio farlo. Perché no?”.

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