Guardatelo bene: all’epoca della foto pesava 95 chili ed era molto insicuro del suo aspetto, si sentiva sfigato. Oggi, invece, è completamente diverso: ha perso tanti chili, è bellissimo ed è riuscito a diventare un idolo


 

Marco Mengoni non ha mai nascosto di avere avuto problemi di peso nell’adolescenza e in un’intervista a Sette, il settimanale del Corriere della Sera, torna a parlare di quando pesava 95 chili. Un periodo difficile della sua vita nel quale, come lui stesso confessa, non aveva punti di riferimento. Il racconto del cantante di Ronciglione, in provincia di Viterbo, dopo una lunga gavetta e il successo con X-Factor, oggi è un cantante di grande successo.

”Da adolescente mi sfogavo con la musica e con il cibo. – ha detto – Mangiavo tantissimo, troppo, pure lontano dai pasti. Mi attaccavo specialmente alla Nutella, che era la mia consolazione. Sono sempre stato molto goloso, ma in quel periodo non mi contenevo. Sono arrivato a pesare 95 chili”. Mengoni afferma di non essere mai stato vittima di bullismo, come invece si potrebbe pensare.

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”No, a me fisicamente non è mai successo. Ero 95 chili per un metro e 84: e chi si provava ad avvicinarmi?! Se ‘me girava e pijava er matto’, lo facevo ‘a doghe’. – ha dichiarato il Re Matto – Però ho assistito a persone che subivano… E mi sono sempre messo in mezzo. Non ho mai fatto a botte, in vita mia, e credo che mai lo farò, però sento l’esigenza di unirmi a lotte giuste che si fanno per la libertà degli esseri umani. Per anni, il cantante ha dovuto vincere la timidezza anche grazie a lavori a stretto contatto con il pubblico.

”Oggi adoro la professione di barman, ma l’odiavo. Avendo io vissuto un’infanzia molto solitaria, per me trovarmi di fronte a persone che ti chiedevano 50mila tipi diversi di caffè, cornetti e succhi di frutta, interfacciarmi con loro – io che ero uno che se ne stava in camera sua con la sua scrivania, le sue casse e le sue cuffie – era molto difficile. Il primo mese è stato disastroso. Anche lì, ovviamente, cominci dal basso: non mi vergogno di dire che ho pulito, per tanti mesi, dei gran gabinetti… Poi sono andato più avanti, e mi sono ritrovato dietro il bancone. Dove il vero lavoro è stato parlare con tutto il mondo. Uscire allo scoperto. Beh, ce l’ho fatta”.

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