Chester Berrington e quella premonizione sulla sua morte durante il funerale di Chris Cornell. Un momento di pura e struggente commozione che salta all’occhio solo ora


 

“Senza te sarà impossibile andare avanti”. Così aveva scritto Chester Bennington subito dopo la notizia della morte di Chris Cornell, cantante dei Soundgarden e degli Audioslave morto suicida il 18 maggio scorso. E così, due mesi dopo, ha deciso di seguirlo proprio nel giorno del compleanno di Cornelle che proprio il 20 luglio avrebbe compiuto 53 anni. Una legame, il loro, che andava molto oltre il mondo delle musica. Chester era il padrino del figlio di Chris e mai lo aveva abbandonato. Un legame quasi di sangue testimoniato da quella struggente Hallelujah del maestro canadese Leonard Cohen, scomparso lo scorso anno, interpretata per l’ultimo saluto all’amico e dal messaggio della moglie di Chris alla vedova Bennigton, Talinda, che già dieci anni fa salvò Chester da una fine prematura: “Proprio quando pensavo che il mio cuore non si sarebbe mai più rotto…Ti voglio bene T”. Poche parole che esprimono sofferenza e vicinanza all’amica. Inutile dire quando la notizia della scomparsa di Chester abbia pesato sul cuore dei fan. Tra i più grandi rappresentanti del genere definito nu metal, che coniuga il rock pesante con influenze hip hop. (Continua dopo la foto)








I Linkin Park avevano ottenuto grande successo mondiale con il disco Hybrid Theory, seguito da Meteora. In seguito avevano collaborato con Jay Z, il rapper imprenditore marito di Beyoncé, nell’album Collision course. L’ultimo album dei Linkin Park, One More Light, che segnava una svolta artistica più morbida nella discografia della band, è uscito a maggio: l’ultimo concerto italiano dei Linkin Park è stato invece il 17 giugno all’Autodromo di Monza all’interno della rassegna I Days Festival. 80.000 persone da tutta Italia lo hanno reso uno dei concerti di maggior successo dell’estate. La notizia della morte dell’artista ha trascinato milioni di fan in un vortice di dolore. Bennington aveva però a lungo sofferto di depressione. (Continua dopo le foto e il video)






 



 

 

Secondo il sito Tmz, in passato aveva raccontato di aver pensato al suicidio a causa degli abusi sessuali subiti da bambino, tra i 7 e i 13 anni. In una intervista di qualche anno fa, Bennington aveva confessato di essere arrivato a consumare 11 acidi al giorno nei suoi periodi di crisi acuta: “Ne ho presi così tanti che sono sorpreso di essere ancora in grado di parlare”. Nato nel 1976 a Phoenix, in Arizona, Bennington era figlio di un poliziotto e di un’infermiera. Dotato di una voce inconfondibile, capace di passare con grande efficacia dai registri più duri a quelli melodici, insieme ai Linkin Park aveva ottenuto un successo clamoroso, vendendo più di 60 milioni di dischi in tutto il mondo.

“Andiamo a vedere il concerto di Ariana all’Arena”, poi, di loro, nessuna notizia. Il dramma di Chloe e Lim, i due fidanzatini scomparsi dopo l’attentato di Manchester. “Loro erano lì per un motivo ben preciso e ora non sappiamo dove siano”

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