Lutto per Vasco Rossi. ”Lo hanno trovato così, in una camera d’albergo”. Una morte improvvisa e in circostanze misteriose. È giallo. E adesso la famiglia ci vuole vedere chiaro. Cosa è successo


 

L’aveva annunciata Nek su Instagram la morte improvvisa di un suo collaboratore: ”Ciao amico. Che Dio ti accolga”. È il saluto affettuoso del cantante di Sassuolo per Andrea Durin, che in passato aveva lavorato sui palchi dei suoi concerti come tecnico del suono. Backliner, in gergo. Ma non solo. Aveva collaborato anche con Vasco Rossi, Franco Battiato e Laura Pausini e la notizia fa scalpore perché è ancora poco chiara la dinamica del decesso del 50enne, fiorentino e padre di tre figli. L’hanno trovato morto nella camera di un albergo nel centro di Bogotà, in Colombia, ricorda il Corriere della Sera. Sul suo corpo nessuna ferita o ecchimosi, nella stanza zero droghe, psicofarmaci o tranquillanti. Le autorità colombiane hanno parlato quindi di ”decesso per cause naturali” ma per fare luce sul caso bisognerà attendere l’esito dell’autopsia, che verrà effettuata solo dopo il riconoscimento del corpo da parte di un familiare. E proprio la famiglia ci vuole vedere chiaro. C’è troppo mistero sulla morte di Andrea. (Continua a leggere dopo la foto)








”Mio fratello stava benissimo – racconta sempre al Corsera Paolo Durin, fratello della vittima -, non faceva uso di droghe ed era partito il 6 febbraio per una vacanza avventura in Honduras e Colombia”. Si era fatto sentire a mezzo social qualche giorno prima di morire: ”Era contento, aveva appena esplorato la giungla con una guida dormendo in tenda – prosegue il fratello Paolo -, un’avventura straordinaria aveva detto e anche da brividi quando lo aveva rincorso un caimano. In Italia sarebbe dovuto tornare il 20 febbraio e invece…”. Quindi la ricostruzione: probabilmente il tecnico del suono e musicista rock il 15 febbraio è arrivato in un albergo nel centro della capitale colombiana e giovedì 16 ha scritto gli ultimi due messaggi su Facebook: il primo alle 8.31 italiane (le 14.30 in Colombia), il secondo alle 15.43 (le 21.43).

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Andrea ha lavorato con me per diversi anni come backliner. Ci siamo divertiti insieme perché prima di tutto eravamo amici. Ciao amico. Che Dio ti accolga.

Un post condiviso da Nek Filippo Neviani (@nekfilipponeviani) in data: 27 Feb 2017 alle ore 03:38 PST

 

In questi messaggi scriveva dell’attacco al bagarinaggio online dei biglietti dei concerti: ”Ce l’aveva anche con chi si drogava – ricorda sempre Paolo – ecco perché non può essere stata la coca o l’acido ad averlo ucciso”. Questa sorte era capitata a un altro fratello, morto per droga. Ma com’era Andrea? Uno inquieto, a volte impulsivo e innamorato del rock. E infatti aveva suonato e cantato in diverse band prima di lanciarsi nel progetto – poi abbandonato – di aprire un locale a Firenze, il Jailhous-live music & grill. Nel suo lavoro di backliner ”era un asso, aveva molti ingaggi”, conferma un suo amico, Fabrizio. L’ultimo doveva essere con J-Ax e il 20 febbraio aveva un appuntamento a Figline Valdarno con un impresario. Adesso quello che conta è sapere la verità: ”Ancora non sappiamo quando realmente è morto Andrea – prosegue il fratello – Mi hanno detto che dovrei andare a Bogotà per il riconoscimento ma io ho paura, ci sono cose che non capisco. Perché la nostra famiglia è stata avvertita della morte una settimana dopo? I colombiani dicono che non riuscivano a identificarlo e invece Andrea aveva con sé il passaporto”.

“Lo farò entro Natale…” Vasco Rossi spiazza tutti. E chi se lo aspettava? Anche i fan più fedeli non lo immaginavano, ma lui lo annuncia su Facebook. Così…

 

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