”Gigi D’Alessio camorrista”, il cantante infuriato: ”Andavo ai matrimoni dei boss ma…”


 

Stavolta Gigi D’Alessio si è arrabbiato: il cantante napoletano ha risposto ad Aldo Grasso, critico del Corriere della Sera che, in un editoriale, ha parlato del suo “passato ambiguo” per allontanare ancora una volta ogni dubbio su una presunta connivenza con i boss.

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Il cantante non ha mai nascosto di aver fatto molta gavetta prima di diventare un cantante famoso e di aver trascorso la sua giovinezza cantando alle feste di matrimonio di chiunque. Chiunque comprende anche certi soggetti legati alla malavita ma ovviamente D’Alessio non ne era a conoscenza. Adesso D’Alessio è tornato sulla questione e lo ha fatto dalle colonne del Corriere della Sera per rispondere ad Aldo Grasso che, il 10 maggio, aveva riportato questa storia prendendo spunto dall’iscrizione dell’artista al partito dei Radicali: “Un goffo tentativo di riscatto da un passato presentato come ambiguo” ha scritto l’editorialista. E Gigi ha risposto così: “Avevo vent’anni e cantavo per chiunque mi ingaggiasse. L’intelligenza di Grasso di certo non gli permetterà di pensare che averlo fatto anche ai matrimoni dei camorristi mi abbia reso connivente con loro. Ho cantato anche davanti al Santo Padre, se è per questo, e per lo stesso principio, dovrei essere in odore di santità”. E Grasso risponde: “La mia, come Gigi D’Alessio ha ben colto, era solo una breve nota a margine, nello spirito della rubrica. Il selfie con Pannella l’ha messo in circolo lui, le informazioni sui concerti giovanili le ho tratti da una sua intervista. Gigi D’Alessio offre musica, io un po’ d’ironia”.

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