Gianmaria Testa: ”Ho un cancro ma non ho paura. Ecco come ho reagito… ”


 

“Per mesi non ho detto niente perché avevo paura di rompere le scatole alla gente. Ho pudore a parlare di me. Non avevo mai messo in preventivo di diventare famoso. A parte suonare e cantare, non ho mai fatto niente per diventarlo. Ma devo prenderne atto: sono un personaggio pubblico’’. Con queste parole Gianmaria Testa racconta la sua malattia al pubblico. Si apre in una lunga intervista a La Repubblica, nella quale spiega la scoperta a gennaio del cancro e la sua voglia di combatterlo per tornare a vivere. ‘’In molti si chiedono dove sono finito, perché non faccio più concerti. Su internet corrono le voci, si sa come è internet, dicono che sono morto, che ho avuto un ictus, che sono nascosto in una casa di cura. Sono anche affettuosi, capisco che mi cercano, che vogliono sapere di me. E alla fine mi sono reso conto che è meglio raccontare, è meglio spiegare. Ho un tumore, l’ho scoperto ai primi di gennaio. Non è operabile. Ho fatto cinque cicli di chemioterapia, il tumore si è molto ridotto. Ma i medici mi hanno detto che nei prossimi mesi devo annullare ogni altro impegno che non sia curarmi. Avere cura di me. Ed è quello che sto facendo”.

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Gianmaria Testa ha alle spalle trent’anni di canzoni e molte migliaia di concerti in Europa e in Nord America, più all’estero che in patria. Un successo solido, profondo, senza gli sbalzi tipici della scena pop, fatto di puro palcoscenico e di un fortissimo rapporto con un pubblico conquistato. Un artista schivo, diffidente delle cose facili, eppure mai elitario. Disponibile all’incontro con gli altri, purché ci si possa guardare negli occhi. ‘’Ho pensato a tante cose. – racconta il cantante – La prima è che non ho paura. Neanche di notte, che di solito è il momento peggiore. Sono convinto di uscirne, si muore di più di influenza che di tumore, ma questa è una malattia che produce panico, che neanche si nomina, e questo non serve, non aiuta. Non bisogna chiamarlo male incurabile, bisogna nominarlo’’. E ancora si racconta a Michele Serra: ‘’Ma si può reagire, si può guarire, e soprattutto si può rimanere pensanti. È così che cerco di fare io, è così che cercano di fare tante altre persone. Quando ho letto le dichiarazioni di Emma Bonino (sua conterranea, ndr) che parlava così serenamente del suo stato, che diceva “io non sono la mia malattia”, l’ho ammirata moltissimo. Mi ha rafforzato nell’idea che se il mondo fosse governato da donne, staremmo meglio. Io sono. Io sono tranquillo. Torno. Se il tempo è galantuomo, guarisco e torno’’.

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