L’ultima grande opera di Amy Winehouse. Sono passati 6 anni dalla morte della meravigliosa e “maledetta” artista inglese e nessuno l’ha dimenticata. Ma adesso spunta fuori quella novità che nessuno si aspettava. Cosa sta succedendo


 

Incredibile come passa il tempo, ma sono già passati 6 anni dalla morte di Amy Winehouse e adesso la città che le ha dato i natali la vuole celebrare, in un evento che segnerà il 2017. La cantante “maledetta” che è scomparsa nel 2011, viene infatti omaggiata dal Jewish Museum di Londra con un mix di concerti, conferenze, mostre artistiche e incontri con la famiglia. Dal 16 marzo al 24 settembre i fan potranno assistere a un vero e proprio revival della vita, dei segreti e del soul dell’interprete di Back To Black. Il museo londinese ha portato avanti tre diversi progetti per omaggiare la cantante: una sezione dal titolo “A Family Portrait”, un’altra prettamente artistica chiamata “Amy Street Art Trail” e, infine, l’installazione dell’artista Pegasus interamente dedicata alla bravissima e ribelle artista britannica. La mostra ha l’obiettivo di svelare chi c’era dietro la maschera che Amy si era posta sul volto: “Scoprite la donna dietro la musica e il battage pubblicitario, in questo evento intimo su una nostra sorella tanto amata” si legge infatti nella descrizione della mostra-evento. (Continua a leggere dopo la foto)








Nella sezione “A Family Portrait”, in particolare, si avrà modo di toccare con mano gli oggetti che le sono appartenuti, di ammirare le foto di famiglia, di vedere gli abiti di scena e i suoi tanto amati accessori. Dei filmati, poi, proietteranno alcune interviste dell’interprete di Rehab e delle scene di vita quotidiana. Un’installazione particolare, inoltre, affianca la mostra tradizionale di Pegasus. Nel quartiere di residenza londinese (Camden Town), infine, verranno allestite le opere di writer del calibro di Captain Kris, Mr Cenz, Philth e Amara Por Dios daranno la loro versione di Amy.

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Ma c’è anche una spetto molto particolare della mostra. Il Jewish Museum ha organizzato anche degli incontri con il suo team, in particolare con Hate, il suo tatuatore di fiducia, che spiegherà il significato dei 14 tatuaggi impressi sulla pelle della cantante che ha raccontato del suo incontro con l’artista nel 2004 quando si fece fare il primo tatuaggio. Da quel momento le opera d’arte sulla pelle della cantante si moltiplicarono, ma che Hate non ha mai più voluto riprodurre per nessuno. Un omaggio alla splendida, meravigliosa e indimenticabile  Amy.

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