“Ora sono fiducioso”. Yara Gambirasio, la notizia su Massimo Bossetti arriva dal suo avvocato. Cosa sta succedendo

Omicidio di Yara Gambirasio, la condanna arriva oggi. Correva l’anno 2010, quando venne denunciata la scomparsa della 13enne di Brembate di Sopra. Quello di Yara, da allora, rappresentò un caso di cronaca nera. Un delitto consumato probabilmente in poco meno di un’ora. Yara quel giorno usciva dalla palestra per poi salire sulla macchina del suo assassino.

Prima è stata minacciata, poi in quel posto isolato lontano da ogni via di fuga e di aiuto, la 13enne è stata portata in un seviziata, accoltellata e stordita con tre colpi alla testa. Il corpo di Yara, privo di vita, è stato ritrovato a circa una decina di chilometri da casa. Il caso restituisce un nome ed è quello di Giuseppe Bossetti, figlio illegittimo di un autista di bus. Giuseppe Bossetti è anche un marito e padre di 3 figli. Di professione fa il muratore, e proprio davanti ai carabinieri del Reparto crimini violenti, non ha quasi per nulla battuto ciglio durante l’arresto.

Yara Gambirasio omicidio corte Giuseppe Bossetti ricognizione analisi reperti dna

Dopo anni da quel terribile giorno del massacro sul corpo della 13enne, nuovi risvolti decisi dalla Corte di Cassazione: il collegio difensivo di Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate di Sopra, ha diritto alla ricognizione e all’analisi dei reperti rimasti. A parlare è l’avvocato di Giuseppe Bossetti, Claudio Salvagni: “Dopo oltre 10 anni, la tecnologia per le analisi del Dna è decisamente migliorata, quindi pensiamo sia giusto poter fare nuovi esami”, poi anche le dichiarazioni del condannato riportate dal suo legale intervistato da Cusato Italia Tv.


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“Sono teso ma fiducioso che possano essere ammesse nuove analisi sui reperti di dna rimasti”. L’avvocato Claudio Salvagni aggiunge: “Ho trovato un Bossetti molto in tensione per questi ultimi sviluppi ma anche fiducioso, spera che questo esame possa essere effettuato. Rivelo inoltre che mi chiamò il giorno prima dell’ultima udienza in questo mese di maggio, per incoraggiare noi della difesa a non lasciare nulla di intentato. Perché Massimo Bossetti ha sempre chiesto, fin dai vari processi, l’unica cosa che avrebbe potuto dimostrare veramente la sua colpevolezza o innocenza: la perizia sul Dna”.

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La condanna all’ergastolo per Bossetti è stata definita il 12 ottobre 2018, ma davanti alla Corte d’assise di Bergamo i lagali difensori dell’uomo hanno esposto la richiesta specifica di poter ricevere informazioni sullo stato di conservazione dei reperti: “Abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere che quel Dna lì era sbagliato, che il Dna di ‘Ignoto 1′ non è riferibile a Massimo Giuseppe Bossetti. L’unico modo per dimostrarlo, era effettuare quella perizia sempre chiesta e sempre negata. Una volta avuto l’esito delle analisi provvederemo a chiedere la revisione del processo perché essendo assolutamente convinti dell’innocenza di Bossetti, siamo convinti che dalle nuove analisi sui reperti avremo gli elementi utili per arrivare alla revisione del processo. Purtroppo dovremo ancora attendere qualche mese prima che venga fissata la nuova udienza”.

Pubblicato il alle ore 10:33 Ultima modifica il alle ore 10:33