Nuovi sviluppi scuotono l’inchiesta sul cosiddetto “caso Garlasco bis”, che ruota intorno all’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, accusato di corruzione in atti giudiziari. La guardia di finanza di Brescia ha infatti chiesto e ottenuto l’accesso ai conti correnti del gip Fabio Lambertucci e delle gemelle Stefania e Paola Cappa.
Tutto questo nell’ambito delle verifiche sul presunto insabbiamento dell’indagine per omicidio a carico di Andrea Sempio, avvenuto nel 2017. Il sospetto degli inquirenti bresciani è che l’allora magistrato possa aver ricevuto somme di denaro per favorire l’archiviazione del fascicolo sul delitto di Garlasco, vicenda tornata prepotentemente al centro della cronaca giudiziaria.
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Garlasco, perché sono spuntati di nuovo i nomi delle gemelle Cappa
La richiesta di poter eseguire “mirati accertamenti bancari” era stata avanzata dalla guardia di finanza lo scorso 30 luglio, quando il fascicolo era ancora classificato come “modello 45”, cioè privo di ipotesi di reato o di persone formalmente indagate. In quella fase, oltre a Venditti, venivano menzionati diciotto nominativi, tra cui appunto il giudice Lambertucci — lo stesso che nel marzo del 2017 firmò l’archiviazione della prima indagine a carico di Sempio — e la famiglia Cappa. Entrambi i nomi sono legati a quella rete di rapporti che i finanzieri e i carabinieri di Milano stanno analizzando nel dettaglio, nel tentativo di ricostruire eventuali collegamenti economici o relazionali.
A innescare il filone bresciano è stato un appunto trovato a casa dei genitori di Andrea Sempio, in cui il padre avrebbe annotato la frase: “Venditti gip archivia X 20.30 euro”. Un riferimento che gli investigatori stanno cercando di interpretare, e che ha portato la guardia di finanza ad approfondire i flussi bancari di chi, a vario titolo, ha avuto un ruolo nella chiusura del procedimento. Tuttavia, secondo un’annotazione successiva del mese di settembre, dopo che sono stati effettivamente compiuti gli accertamenti bancari su undici persone, i nomi di Lambertucci e delle gemelle Cappa non compaiono più. In quella relazione si legge anche che “non risultano anomalie sui conti di Venditti”, il che non esclude nuovi approfondimenti ma ridimensiona, per ora, la pista di pagamenti sospetti.

Gli inquirenti ricordano che la richiesta di archiviazione per Sempio, indagato all’epoca per l’omicidio di Chiara Poggi, fu presentata il 15 marzo 2017 dall’allora procuratore aggiunto Mario Venditti insieme alla pm Giulia Pezzino. Otto giorni dopo, il gip Fabio Lambertucci ne accolse la richiesta. Quella decisione è oggi uno dei punti chiave delle verifiche, alla luce delle recenti intercettazioni ambientali e telefoniche riascoltate nell’ambito della nuova inchiesta pavese. Da quelle conversazioni emergerebbe, secondo le indagini, che Andrea Sempio fosse “a conoscenza di alcuni elementi rappresentati nell’esposto presentato dalla madre di Stasi”, documento che diede origine alla prima indagine nei suoi confronti nel 2016.

Il quadro che si delinea è dunque complesso e intrecciato: la procura di Brescia, competente per i procedimenti a carico di magistrati del distretto pavese, sta valutando la correttezza delle procedure e la possibile esistenza di scambi illeciti di denaro. Le verifiche bancarie non avrebbero ancora portato a riscontri concreti su Lambertucci e sulla famiglia Cappa, ma gli inquirenti non escludono che ulteriori controlli possano riaprire il capitolo delle relazioni tra le varie figure coinvolte. Il caso, che si intreccia con l’indagine sul “Sistema Pavia” per corruzione e peculato, resta dunque aperto e continua a gettare nuove ombre su uno dei procedimenti giudiziari più controversi degli ultimi anni.


