Vaccini Covid, il rebus prenotazioni: chi chiamerà per avvisare i cittadini

Sono 45.667 le persone vaccinate in Italia contro il coronavirus secondo gli ultimi dati aggiornati pubblicati sul portale del Commissario straordinario per l’emergenza Covid. Fra questi, 26.068 sono donne mentre gli uomini vaccinati dal 31 dicembre sono 19.599. Al primo posto fra le regioni per numero di somministrazioni c’è il Lazio (9.301), seguono il Veneto (6.041) e il Piemonte (6.024).

Le vaccinazioni hanno riguardato finora quasi interamente la categoria degli operatori sanitari e sociosanitari (40.148), in misura ridotta gli ospiti di strutture residenziali (3.338) e personale non sanitario (2.181). Per quanto riguarda le fasce di età infine, al primo posto le persone fra i 50-59 anni, con 13.086 somministrazioni di vaccino, segue la fascia 44-49 anni (10.475), quella fra 30-39 anni (7.972) e quella fra 60-69 anni (6.599). È la Lombardia la regione italiana con il maggiore numero di dosi di vaccino anti-Covid consegnate al 31 dicembre, pari a 80.595 (l’1,9% del totale). Entro il mese di gennaio arriveranno in regione 491.400 dosi di vaccino, suddivise in cinque date diverse. (Continua a leggere dopo la foto)


Da giovedì 31, in Emilia-Romagna sono cominciate le vaccinazioni per medici, infermieri, operatori e degenti delle case di riposo. Poi, presumibilmente da marzo, comincerà il secondo step che riguarderà i soggetti più a rischio (anziani e malati) e gli esponenti di categorie più esposte, come le forze dell’ordine e, probabilmente, il personale della scuola. A marzo inizierà la seconda fase in tutta l’Italia, ma come verranno avvisati i cittadini che potranno sottoporsi al vaccino anti-covid? In Sicilia, per esempio, sono quasi 40mila gli operatori sanitari che dal 17 dicembre si sono registrati sulla piattaforma regionale siciliacoronavirus per dare la pre-adesione alla campagna vaccinale. Un terzo dei 118mila sanitari di ospedali pubblici e privati, operatori di Rsa, medici di famiglia e pediatri. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riporta un articolo del Corriere della Sera, sorge il rebus delle chiamate. Nel Lazio potrebbero collaborare medici di base e farmacie per un totale di 6mila punti di somministrazione. In Lombardia i cittadini potrebbero essere avvisati con un sms e adesione con l’invio del codice fiscale. La Campania potrebbe utilizzare una piattaforma online di prenotazione come quella utilizzata per prenotare i tamponi, ma sarà attiva anche una chiamata dalla Asl o dai medici di famiglia. Le persone che non possono lasciare la casa per motivi di salute potrebbero essere vaccinate a domicilio.

“I vaccini saranno conservati nei due hub regionali – spiega Ugo Trama, dirigente dell’Unità di Crisi della Regione Campania – all’Istituto Zooprofilattico di Portici e a Salerno, con gli ampi frigoriferi che raggiungono la temperatura richiesta per la conservazione, ma frigoriferi ci sono anche nei singoli ospedali e chi non li ha se li sta procurando”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Entro il 25 gennaio 2021 arriveranno e saranno erogate in Veneto 186.225 dosi di vaccino contro il Covid. Nella regione governata da Luca Zaia potrebbero essere attivati dei punti drive in proprio come quelli utilizzati per effettuare i tamponi. Vaccino offerto anche per chiamata. I cittadini saranno avvisati per lettera spedita dalle Poste.

Dopo la copertura delle fasce protette evidenziate dal Ministero della Salute, sarà la volta del resto della popolazione. Le Regioni non hanno ricevuto indicazioni dalla struttura del commissario Domenico Arcuri circa l’eventuale precedenza di alcune categorie. Il vaccino non è obbligatorio. I Governo continua sulla linea della volontarietà e durante la seconda fase i vaccini saranno consegnati in larga scala. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera nell’articolo a firma Margherita de Bac, l’immunità di gregge si dovrebbe raggiungere con il 70-80% di cittadini vaccinati.

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