Uomo e razionalità della macchina: il Bauhaus

Quella del Bauhaus non è una corrente artistica qualunque giacché ha il pregio di mettere insieme razionalismo e funzionalismo. Avviata nel 1919, chiuse i battenti quando il nazismo cominciò a dettare nuove “regole” da applicare a ogni aspetto della vita, arte compresa. A oltre ottant’anni dalla fine di un pensiero è possibile ripercorrere il suo valore in una mostra, fino al 31 agosto, al Henie-Onstad Kunstsenter di Oslo, mettendo in evidenza l’influsso esercitato sulla cultura norvegese dell’epoca.
I curatori dell’evento dimostrano come il palcoscenico possa essere usato come spazio espositivo dinamico, di cui il design può essere parte integrante. La mostra si interroga sull’influsso della tecnologia sull’arte e sul modo in cui l’esistenza umana si fonde con la razionalità della macchina e viene fatto con ogni mezzo: grafica, schizzi, attrezzi di scena, modelli d’architettura e costumi. Inoltre, i visitatori vengono invitati a danzare, e i movimenti vengono proiettati su uno schermo trasformati in figure filiformi.