A distanza di oltre tre anni dalla scomparsa di Liliana Resinovich, il caso torna al centro dell’attenzione mediatica. La trasmissione Dentro la notizia ha dedicato un nuovo approfondimento alla vicenda, riaccendendo i riflettori su una storia che continua a dividere l’opinione pubblica. A riaprire interrogativi e sospetti è stata la morte di Claudio Sterpin, l’uomo indicato come l’amico “speciale” della donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022 a Trieste. Sterpin, ex maratoneta molto conosciuto in città, si è spento la sera di venerdì 13 febbraio. I funerali si terranno venerdì 20 febbraio.
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La sua figura è sempre rimasta sullo sfondo dell’inchiesta, ma mai del tutto marginale. In città era un volto noto, legato al mondo dello sport e alle competizioni podistiche. A ricordarlo, ora, è Sebastiano Visintin, marito di Liliana e unico indagato per la sua morte, che lo descrive come “un personaggio importante a Trieste perché comunque era un maratoneta, uno sportivo, era presidente del marathon, dove c’era Liliana, gli amici di Liliana e le amiche dove facevano gare”.

Liliana Resinovich, Visintin parla dopo la morte di Sterpin
Dietro quell’immagine pubblica, però, si celava un racconto ben più intimo e controverso. Claudio Sterpin aveva dichiarato pubblicamente di aver vissuto con Liliana una relazione segreta durata 42 anni, iniziata il 19 dicembre 1981, sostenendo che la donna fosse ormai decisa a informare il marito e che i due avrebbero dovuto trascorrere un fine settimana insieme proprio nei giorni in cui la donna è scomparsa. Un’affermazione che ha inciso profondamente sulla narrazione del caso e che ha alimentato dubbi, ipotesi e contrapposizioni.

Sebastiano Visintin, che si è sempre professato innocente, resta attualmente l’unico indagato per l’omicidio della moglie. Le parole di Sterpin, però, non sono mai scivolate via senza lasciare traccia. “Abbiamo ascoltato le cose che diceva Sterpin di Liliana, che si trovavano di qua, di là, che facevano l’amore. Dette da Claudio, queste cose qua veramente fanno male”, commenta Visintin. Una sofferenza che si intreccia con il dolore per la perdita della moglie e con il peso di un’indagine che lo vede al centro.

Caso Lilly, Sebastiano sulla morte di Claudio Sterpin: "Ha portato con sé i segreti e le cose che sapeva sulla scomparsa di Lilly".#DentrolaNotizia pic.twitter.com/yp3ZgoLIRO
— Dentro la Notizia (@dentronotiziatv) February 17, 2026
Ma c’è di più. Per Visintin, Sterpin avrebbe custodito informazioni cruciali. “Secondo me ci sono tantissime cose che indubbiamente sa solo lui e purtroppo non c’è più e se li è portati con lui questi segreti. Queste cose che sapeva, purtroppo non le sapremo”. Parole che suonano come un’ammissione di impotenza, ma anche come un’accusa velata verso un uomo che ora non può più replicare.
Il nodo centrale resta quello dei messaggi. Cosa sapeva davvero Sterpin? Per Sebastiano non sarebbe stato il responsabile della morte di Liliana, ma qualcosa doveva sapere. Il conduttore gli ricorda la lunga telefonata, ma per Sebastiano sono i messaggi a essere ambigui. Racconta di quella volta che, con il proprio avvocato, ha scoperto i messaggi sul cellulare di Liliana. In questi si leggevano frasi come: “ne parleremo dopo”, e ancora “qualunque cosa sia, aspetto solo un segnale” e “speriamo, speriamo”.
Quelle parole, lette oggi, assumono un peso diverso. Sebastiano ricorda di aver domandato a Claudio il significato di questi messaggi. Lo aveva fatto pubblicamente in diversi programmi televisivi, ma l’uomo non aveva mai risposto. Un silenzio che ora, dopo la sua scomparsa, diventa definitivo e che lascia aperti interrogativi che forse non troveranno mai risposta.
Visintin tiene a precisare di non aver mai sospettato che Sterpin fosse coinvolto direttamente nella morte di Liliana. Anzi, dice di non pensare affatto che c’entri nulla con la scomparsa della donna. Tuttavia è convinto che qualcosa dovesse sapere e che, se questo è vero, da qualche parte debba esistere una traccia concreta, una prova capace di illuminare un dettaglio rimasto nell’ombra.
Ed è qui che la vicenda prende una piega ulteriore. L’idea di Sebastiano è che o la verità non si conoscerà mai perché l’uomo non ha lasciato tracce, oppure che controllando nella sua abitazione potrebbe effettivamente trovarsi qualcosa. Ricorda come, essendo lui l’unico indagato, immediatamente siano iniziati i controlli nella propria abitazione. Ora, con la morte di Claudio, si potrebbe, dice, perquisire l’abitazione per scoprire qualche messaggio scritto che racconti un’altra piccola parte della verità sul caso di Liliana Resinovich. Una verità che, a più di tre anni dai fatti, resta ancora sospesa tra dichiarazioni, silenzi e segreti forse ormai irraggiungibili.


