“Ciao papà”. Vittima di un malore improvviso, l’imprenditore lascia 3 figli

Una tragedia che lascia sgomenti quella di Francesco Manuedda, morto a 44 anni. Decine in messaggi sui social per ricordarlo. Francesco Manuedda era rimasto vittima di un malore qualche giorno fa nella sua abitazione di Porcia. L’uomo era stato prima trasferito in ospedale a Pordenone e poi d’urgenza a Udine, dove giovedì era stata dichiarata la morte cerebrale. Venerdì è stato constatato il decesso.

La notizia della sua scomparsa si è diffusa immediatamente. Francesco Manuedda, scrive il Gazzettino, lascia la moglie Michela Benigno, co-titolare della pasticceria La Delizia di Porcia e tre figli di 15, 12 e 4 anni. Francesco Manuedda era titolare della falegnameria che era stata del padre, sempre a Porcia. Al momento del malore si trovava in casa con i figli. A chiamare i soccorsi è stata la moglie, con la quale aveva parlato al telefono poche ore prima. Continua dopo la foto


Spesso oggetto di controversie la morte cerebrale non è solo la perdita delle funzioni neocorticali ma anche del tronco encefalico: per questo l’anencefalia, una malformazione in cui il cervello superiore non è presente, non è generalmente definita morte cerebrale, sebbene sia una condizione certamente irreversibile in cui può essere appropriato spegnere il supporto vitale. Continua dopo la foto

L’attività elettrica del cervello può arrestarsi completamente (tracciato piatto) anche durante un’anestesia molto profonda o durante un arresto cardiaco, ma non solo per questo i pazienti risultano decerebrati; la morte cerebrale si riferisce alla cessazione permanente e irreversibile dell’attività cerebrale. Per questo motivo, l’accertamento della morte cerebrale richiede l’assenza di attività ripetuta, rilevata in un periodo di tempo significativo, come 30 minuti di inattività per 2 volte nell’arco di 6 ore. Continua dopo la foto

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Molte persone rianimate dopo essere state per alcuni momenti in questo stato hanno riferito esperienze di quasi-morte, la natura delle quali è controversa. Vi sono casi di gravidanze portate a termine senza malformazioni del feto, da donne in stato di morte cerebrale. Teoricamente, tutte le funzioni che riguardano la crescita degli organi e il nutrimento del feto sono “coperte” dall’apparato vegetativo, lo stesso che garantisce battito cardiaco, circolazione sanguigna e la respirazione, e quindi sono possibili anche se vengono meno tutte le attività cerebrali.

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Pubblicato il alle ore 10:36 Ultima modifica il alle ore 10:37