Le truffe telefoniche con numeri stranieri stanno tornando a colpire anche in Italia. Chiamate improvvise, squilli che durano pochi secondi, messaggi WhatsApp da contatti internazionali sconosciuti: dietro questi segnali possono nascondersi tentativi di rubare dati personali, soldi o informazioni bancarie. Il meccanismo è semplice, ma proprio per questo efficace: raggiungere migliaia di utenti e puntare sulla distrazione.
A finire nel mirino sono soprattutto persone anziane, utenti meno esperti di tecnologia e chi, preso dalla fretta, tende a fidarsi di messaggi apparentemente ufficiali. I criminali usano spesso toni urgenti, promesse allettanti o falsi allarmi su conti, bollette e pagamenti. L’obiettivo è sempre lo stesso: spingere la vittima ad agire subito, senza controllare numero, link o identità di chi la sta contattando.

Truffe telefoniche, attenzione ai numeri esteri
Tra i prefissi più segnalati compaiono chiamate da da Sudafrica (+27), Romania (+30), Paesi Bassi (+31), Francia (+33), Spagna (+34), Regno Unito (+44), Danimarca (+45), Germania (+49), Malesia (+60), Indonesia (+62), Vietnam (+84), India (+91), Pakistan (+92), Libia (+218), Mali (+223), Kenya (+254), Portogallo (+351), Irlanda (+353), Finlandia (+358), Lituania (+370) e Cambogia (+855). Un prefisso estero non indica automaticamente una truffa, ma diventa un campanello d’allarme se non si attendono chiamate dall’estero o se il contatto arriva senza motivo.
Una delle trappole più diffuse riguarda le false offerte di lavoro. La vittima viene contattata su WhatsApp o al telefono con proposte di guadagni facili, impieghi da remoto o collaborazioni immediate. Dopo il primo scambio, però, arrivano richieste di documenti personali, dati bancari o piccoli pagamenti per “attivare” la candidatura. Una volta ottenuto ciò che vogliono, i truffatori spariscono nel nulla.
Restano molto frequenti anche i messaggi su premi inesistenti, vincite improvvise e falsi problemi bancari. In altri casi i criminali si fingono operatori di banche, aziende energetiche o enti pubblici, parlando di bollette scadute, pagamenti urgenti o anomalie sul conto corrente. Sono esche costruite per creare ansia. Se qualcuno chiede codici, password, dati della carta o invita a cliccare su link esterni, è meglio fermarsi.
Tra gli schemi più insidiosi c’è il wangiri, termine giapponese che significa “squillo e riaggancio”. Il telefono suona una o due volte, poi la chiamata si interrompe. La curiosità spinge a richiamare, ma quel numero può collegare a servizi a pagamento con costi molto elevati. Per difendersi conviene non richiamare numeri esteri sconosciuti, bloccare i contatti sospetti, usare filtri anti-spam e segnalare i tentativi alla Polizia Postale.


