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“Tre armi diverse hanno ucciso Yara” Per la difesa di Bossetti fu un omicidio di gruppo

Non uno, ma più assassini si sono accaniti su Yara Gambirasio. E tra questi non c’era Massimo Bossetti. É la tesi dei difensori dell’uomo arrestato per l’omicidio della ragazzina di Brembate. Secondo il racconto fatto al settimanale Oggi, ad infliggere otto ferite da taglio e una da punta sarebbero stati tre tipi di armi: un cutter, un coltello a serramanico e una punta a scalpello. Inoltre, come farebbero pensare alcuni segni sul cadavere, a Yara prima di morire sarebbero state legate le braccia col filo di ferro. (continua dopo la foto)


Tra gli interrogativi ancora aperti analizzati sul settimanale, ci sono la posizione del corpo, che secondo la difesa di Bossetti sarebbe incompatibile con una morte per ipotermia, così come i tagli. Soprattutto, gli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni puntano il dito contro l’esame del Dna che ha “incastrato” il loro assistito. “Se l’Istituto di Pavia ha sbagliato con i capelli e i peli, può aver commesso un errore anche con il Dna? Ecco perchè chiederemo che l’esame venga ripetuto durante un incidente probatorio”.
 


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