Terremoto nella notte. L’Italia trema ancora: cosa è successo

Un terremoto di magnitudo 3.2 è stato registrato in mare, nella zona Tirreno meridionale, nella notte, un paio di minuti dopo le 2, tra le Eolie e le coste calabresi. Gli strumenti dlel’Ingv hanno localizzato il sisma a una profondità di 220 chilometri. Insomma, proseguono le scosse di terremoto in tutto il bacino del Mediterraneo. Dopo il violentissimo sisma che ha colpito alcuni giorni fa la Croazia provocando numerose vittime ci sono state diverse altre scosse.

L’ultima quindi è una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 che è stata registrata alle 2:02 nel Tirreno Meridionale, in mare aperto, tra la Calabria e le isole Eolie, un epicentro a metà strada tra l’isola vulcanica di Stromboli e Vibo Valentia. Le macchine dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) hanno registrato una scossa a circa 220 chilometri di profondità. Immediatamente predisposti i controlli di routine su case e abitazioni ma non si registrano danni a cose o persone. (Continua a leggere dopo la foto)


La terra aveva tremato diverse ore prima anche in Croazia, di nuovo. L’epicentro nei pressi di Petrinja, non lontano dalla zona duramente colpita dal sisma del 29 dicembre scorso che aveva provocato alcune vittime e gravissimi danni. Si calcola che siano almeno duemila le famiglie senza tetto nella regione a sud di Zagabria che aveva subito gravissimi danni già lo scorso anno, nel sisma del 22 marzo. (Continua a leggere dopo la foto)

Questa nuova scossa di assestamento è stata registrata con precisione dal servizio di monitoraggio geologico statunitense Usgs. La scossa ha avuto origine a circa 10 km di profondità con epicentro 2 km a sudest della cittadina colpita dal dal sisma del 29 dicembre scorso che aveva registrato una magnitudo di 6.3 gradi. (Continua a leggere dopo la foto)

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Non si placano quindi le attività sismiche nel nostro paese che si dimostra uno dei più attivi su questo fronte. Che accettando tutti gli aspetti negativi del caso, significa anche quello che i geologhi vedono come una cosa positiva: la terra è ancora viva e che dovremmo preoccuparci qualora smettesse di tremare.

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