Coronavirus, viaggi tra regioni consentiti. Ecco quando ci si potrà spostare

Quando potremo tornare a viaggiare tra regioni? Per gli scienziati l’Italia potrebbe riaprire dal 18 maggio, con gradualità e sicurezza, facendo riprendere la circolazione fra le regioni lasciando agli italiani la possibilità di recarsi anche nelle seconde case. Il governo è più cauto, riporta Il Messaggero, ma la linea ormai è tracciata: si prepara la mobilità regionale dal 25 maggio, al massimo dal primo giugno, e probabilmente, almeno in una prima fase, solo dalla Toscana in giù.

L’idea è usare la massima cautela per le zone dove il tasso di contagio è ancora elevato, mentre provare a riaprire dove il contagio è molto basso. Tutto risolto, dunque? Ancora no, perché ad influire – e molto – sulla decisione finale saranno i dati: se dal monitoraggio dovesse emergere una risalita dell’R con zero e degli altri parametri indicati nella circolare del ministero della Salute per valutare l’indice di rischio, tutto il discorso sulle riaperture andrà rivisto. (Continua a leggere dopo la foto)


Viceversa, se i numeri saranno positivi, si procederà secondo il programma prestabilito e illustrato dal ministro delle Autonomie Francesco Boccia in Conferenza Stato Regioni e appoggiato anche dall’Anci, l’Associazione dei Comuni, con i sindaci che hanno rinunciato anche ad alcuni loro poteri e prerogative per rispettare le linee guida nazionali. A partire da lunedì 11 maggio ci sarà l’esame dei dati da parte del ministero della Salute e degli esperti dell’Istituto superiore di Sanità e in base a quelli, ha spiegato Boccia, dal 18 maggio saranno “possibili differenziazioni regionali nelle riaperture, anche in base alle linee guida dell’Inail”. (Continua a leggere dopo la foto)

Significa che le misure saranno allentare non in maniera uniforme a livello nazionale ma si interverrà su base regionale a seconda di quel che dicono i dati. Su questo, comunque, governo e regioni avrebbero trovato un ulteriore accordo: l’esecutivo – come chiesto dai governatori – sarebbe infatti disponibile a concedere dal 18 maggio in avanti una sorta di ‘liberalizzazione’ delle decisioni sulle riaperture successive. (Continua a leggere dopo la foto)

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Un punto, questo, che la Conferenza delle Regioni ha messo nero su bianco nell’ordine del giorno inviato al governo: “Chiediamo che entro il 17 maggio venga adottato un nuovo Dpcm con il coinvolgimento delle Regioni per consentire alle Regioni stesse di procedere autonomamente, sulla base delle valutazioni delle strutture tecniche e scientifiche dei rispettivi territori, a regolare le riaperture delle attività”.

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