La serata che doveva essere un momento di festa si è trasformata in un’emergenza sanitaria e di ordine pubblico. Durante la Notte Rosa di Vasto Marina, l’allegria delle luci e della musica è stata bruscamente interrotta dal suono delle sirene delle ambulanze, chiamate a soccorrere un gruppo di giovanissimi finiti in coma etilico. Dieci ragazzi, tutti minorenni, hanno dovuto ricevere cure urgenti all’ospedale San Pio. Tra loro, anche un tredicenne, il più giovane del gruppo, arrivato in pronto soccorso in condizioni preoccupanti. Solo la rapidità dei medici ha evitato esiti ben più gravi.
Come riportato da Il Centro, la notte non è stata segnata soltanto dall’abuso di alcol, ma anche da episodi di violenza. Un turista di Modena, in vacanza sulla costa abruzzese, è stato aggredito da un gruppo di giovani ubriachi dopo aver protestato per un gesto di inciviltà: i ragazzi avevano urinato sulla sua auto. Alle sue rimostranze hanno risposto con calci e pugni, costringendolo a ricorrere alle cure mediche.

Dramma durante la festa: cosa è successo
Il binge drinking, ossia l’assunzione di grandi quantità di alcol in un breve lasso di tempo, si conferma un fenomeno radicato tra gli adolescenti italiani. Gli esperti lo definiscono un comportamento “autodistruttivo” per i gravi rischi che comporta sia nell’immediato, come il coma etilico, sia a lungo termine, con danni permanenti alla salute fisica e psichica. In occasioni come la Notte Rosa, dove la sorveglianza è difficile e la folla agevola euforia e disinibizione, il problema diventa ancora più evidente.

In Italia, la legge approvata nel novembre 2012 vieta la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni. Tuttavia, la realtà racconta un’altra storia: i giovani riescono facilmente a procurarsi bevande alcoliche, sia attraverso l’acquisto diretto in esercizi compiacenti, sia tramite adulti che acquistano per loro conto. Un fenomeno che, secondo le autorità, necessita di controlli più serrati e di campagne di prevenzione mirate.

L’episodio di Vasto Marina riaccende così il dibattito su come arginare un problema che non riguarda soltanto la sicurezza delle serate estive, ma la salute e il futuro delle nuove generazioni. Educazione, responsabilità familiare e controlli rigorosi sono gli strumenti più invocati per fermare quella che molti definiscono una “emergenza sociale” prima che diventi irreversibile.


