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Tragedia in montagna, Sonia precipita nel vuoto davanti agli amici

  • Italia

Sonia Bof – un’esperta alpinista di 41 anni di Lentiai, in provincia di Belluno, ha perso la vita mercoledì mentre affrontava un’escursione sulle Alpi; le montagne che da sempre sono state la sua grande passione, le sono state questa volta fatali. Sonia Bof ha fatto un volo di oltre centro metri e per lei non c’è stato nulla da fare. Il drammatico incidente è avvenuto mercoledì intorno all’una e mezza del pomeriggio. L’alpinista – approfittando delle favorevoli condizioni meteo – aveva deciso di affrontare il Massiccio degli Écrins, sulle Alpi francesi, nel dipartimento di Isère. Alle 13.30, all’inizio di una discesa da una vetta di 3.300 metri, di cui aveva appena scalato il versante nord, si è però consumato il dramma.

Sonia Bof, che era insieme a due amici, ha perso l’appiglio, forse per una distrazione, ed è caduta nel vuoto. La donna è stata raggiunta dall’elicottero dei soccorsi francesi ma per lei non c’era purtroppo più niente da fare. Il suo corpo è stato portato a valle e la polizia ha aperto un fascicolo sull’incidente. Continua dopo la foto


Per la famiglia, la comunità di Lentiai e i moltissimi amici che aveva in città, la notizia della sua scomparsa è stato un colpo durissimo. Sonia Bof aveva una grande passione per la montagna, coltivata insieme a una carriera professionale brillante. Aveva frequentato il Liceo Dal Piaz a Feltre e poi si era laureata in architettura. Dopo varie esperienze era approdata alla divisione ristorazione del Pastificio Giovanni Rana di Verona e dal 2017 lavorava all’Aspiag Service di Vicenza, dove si era trasferita. Continua dopo la foto


Le principali cause degli incidenti in montagna o in altro ambiente impervio (secondo i dati del Cnsas) sono le cadute (37%), i malori (12,7%), ma anche la perdita di orientamento (7,8%). Mentre le attività praticate al momento dell’infortunio e della conseguente richiesta di soccorso sono in linea con le tendenze nazionali, ossia per il 36,5% le chiamate riguardano l’escursionismo, per il 12,4% lo sci alpino in pista, per il 5,9% l’alpinismo, per il 5,5% la mountain bike e per il 4,9% la ricerca dei funghi. Continua dopo la foto

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L’età delle persone soccorse in Lombardia in ambiente impervio è prevalentemente compresa tra i 40 e i 60 anni (28% circa), ma è ancora alto anche il numero dei non più giovani soccorsi (28%). Anche dal censimento annuale effettuato da Regione Lombardia in collaborazione con le Comunità montane e con i gestori delle piste, si evidenzia una diminuzione media degli infortuni del 9% nei diversi comprensori sciistici lombardi nell’ultimo anno. La causa degli infortuni sciistici risulta quasi sempre accidentale (79%), tranne nel caso di scontri con altri sciatori (circa il 7%). La maggior parte degli infortuni riguarda uomini (nel 58% dei casi) e avviene in piste di media difficoltà (“rosse” per il 65% dei casi), solo una minima parte sulle facili (“blu”, il 20%) e sulle più difficili (“nere”, il 15%). L’età prevalente delle persone coinvolte in incidenti sciistici sulle piste da sci lombarde va dagli 11 ai 20 anni.

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