Serena Mollicone, svolta sul caso della 18enne trovata morta nel 2001. La decisione dei giudici

Omicidio di Serena Mollicone, il colpo di scena sul caso. È stata presa la decisione dal presidente della Corte d’Assise: rigettata la richiesta di estromissione dell’appuntato dei Carabinieri dal processo per la morte della studentessa di Arce, come richiesto dalla difesa per avvenuta prescrizione del reato di favoreggiamento. Da quel lontano giugno 2001, dopo la scoperta del corpo privo di vita della 18enne di Arce, la tragedia arriva a un momento di svolta dopo venti lunghi anni.

La notizia sul caso riportata su Today.it prima che la decisione venisse presa: “Questa mattina il presidente della Corte d’Assise del tribunale di Cassino, Massimo Capurso, deciderà se estromettere o meno dal processo il carabiniere Francesco Suprano imputato di favoreggiamento, perché avrebbe nascosto la porta presente nell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce e contro la quale Serena Mollicone avrebbe sbattuto la testa”.


Questo alla luce della prima udienza sul caso avvenuta lo scorso 16 aprile, quando gli avvocati Cinzia Mancini ed Emiliano Germani hanno rivolto alla Corte d’Assise la richiesta esplicita sull’estromissione del loro assistito in base a dei principi cardine del diritto, quello del “ne bis in idem”, che vieterebbe all’imputato di essere giudicato due volte per gli stessi fatti.

Francesco Suprano è stato interrogato tre volte come persona informata dei fatti nel lontano, la prima nel 2008, poi nel 2011 e in ultimo nel 2016, “mai come indagato e mai alla presenza di un avvocato”, dunque come evidenziato dai legali durante l’udienza del 16 aprile: “Ammesso che Suprano abbia nascosto la porta, ammesso che il reato si sia consumato nel 2008, è intervenuta la prescrizione. Sono passati tredici anni dal giorno in cui c’è stato il verbale di riconsegna della porta”.

Il giorno della verità è dunque arrivato. Come si apprende su Tg24: “Dal tribunale di Cassino in merito al processo sulla morte di Serena Mollicone, il presidente della Corte d’Assise ha deciso, dunque di rigettare la richiesta di estromissione dell’appuntato dei Carabinieri dal processo per la morte della studentessa di Arce, come richiesto dalla difesa per avvenuta prescrizione del reato di favoreggiamento”.

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Pubblicato il alle ore 12:28 Ultima modifica il alle ore 12:47