Prima il silenzio della notte, poi quel rumore sordo e la sensazione inconfondibile che ti stringe lo stomaco. Letti che vibrano, lampadari che oscillano, telefoni che si accendono tutti insieme. In pochi secondi, nel Sud Italia, la stessa domanda è rimbalzata da una casa all’altra: “Lo senti anche tu?”.
È stata una di quelle scosse che non ti lascia il tempo di capire se stai sognando o se sta davvero succedendo. E mentre sui social iniziavano ad arrivare messaggi, vocali, video e testimonianze, un dato ha iniziato a circolare con forza, facendo crescere la paura: il terremoto era stato molto potente.
Secondo le rilevazioni dell’Ingv, il sisma è stato registrato alle 00.12 con magnitudo 6.2. L’epicentro sarebbe stato nel mare al largo della costa cosentina, e la scossa è stata avvertita distintamente in Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata, oltre che in altre zone del Mezzogiorno. Nel giro di pochi minuti, centinaia di segnalazioni hanno confermato la stessa scena: persone svegliate di soprassalto nel cuore della notte.
Chi l’ha vissuta racconta la parte più difficile: quel tempo sospeso in cui aspetti che finisca, e invece sembra allungarsi. C’è chi è sceso in strada, chi ha chiamato parenti e amici, chi ha controllato subito se in casa ci fossero crepe o oggetti caduti. La paura, quella vera, è scattata proprio perché la percezione è stata netta e diffusa.

Eppure, nonostante l’intensità, la notizia che nelle ore successive ha iniziato a farsi spazio è stata una sola: non risultano danni a persone o cose. Un sospiro collettivo, dopo minuti in cui tutto poteva sembrare possibile. Il punto decisivo, spiegano gli esperti, è stato un dettaglio tecnico che in questi casi fa tutta la differenza. L’Ingv ha indicato una profondità di circa 250 chilometri sotto il livello del mare: un valore che avrebbe attenuato in modo significativo la forza delle onde sismiche prima dell’arrivo in superficie.
Allo stesso tempo, però, quella stessa profondità avrebbe favorito una sorta di “diffusione” su un’area molto vasta. Ed è per questo che la scossa non è rimasta confinata alla Calabria: in tanti l’hanno percepita chiaramente anche a grande distanza dall’epicentro, con la sensazione di un movimento lungo e insistente.
Subito dopo la scossa si è riunita l’Unità di crisi della Protezione civile, presieduta dal capo dipartimento Fabio Ciciliano, con i rappresentanti delle regioni coinvolte collegati in videoconferenza. Al termine delle verifiche, è stato confermato che non ci sono feriti e non sono stati registrati danni.
Anche dal territorio sono arrivate rassicurazioni. Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha spiegato che il terremoto è stato avvertito chiaramente in città e in tutta la regione, ma senza particolari conseguenze: “Non abbiamo ricevuto segnalazioni di danni a persone o cose. La scossa è stata molto forte e l’abbiamo avvertita distintamente a Cosenza e in tutta la Calabria ma la situazione, per fortuna, è sotto controllo”, ha dichiarato.
Come sempre accade in questi momenti, il primo “bollettino” è stato quello delle persone. Nei minuti successivi, migliaia di utenti hanno affidato ai social lo spavento, la corsa a controllare i figli, la paura di un’eventuale replica. Le segnalazioni sono arrivate soprattutto da Calabria, Puglia e Sicilia, dove molti raccontano di essere stati svegliati dal movimento di arredi e pareti. Il bilancio finale, per fortuna, resta positivo. Ma la notte ha lasciato addosso a tanti quella sensazione difficile da scrollarsi: quando la terra trema, anche solo per pochi secondi, ti ricorda quanto tutto possa cambiare all’improvviso.


