“Ti prego…”. Saman Abbas, il messaggio ‘trappola’ della mamma della 18enne scomparsa

È scomparsa a Novellara (Reggio Emilia) la notte tra il 30 aprile e il 1° maggio Saman Abbas, ragazza di origini pakistane di 18 anni. La procura del capoluogo emiliano sospetta che sia stata uccisa dai familiari perché si oppose a nozze combinate in patria. A far propendere gli inquirenti verso questa direzione l’interrogatorio del fratello, che da una comunità protetta ha accusato lo zio Danish. “Secondo me l’ha uccisa strangolandola, anche perché quando è venuto a casa non aveva nulla in mano” ha ipotizzato il ragazzo.

Viene contestata dalla procura la premeditazione a cinque indagati: i genitori, i due cugini Nomanulhaq Nomanulhaq, 34 anni, e Ikram Ijaz, 29, e lo zio Danish. Saranno eseguite ulteriori escavazioni in altri punti segnalati dall’elettromagnetometro e continueranno i carotaggi del sottosuolo per il successivo impiego delle unità cinofile per trovare il corpo della ragazza.

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Mentre il cugino Ikram Ijaz è stato estradato dalla Francia e arrestato, per i genitori è in corso la richiesta di rogatoria internzionale. Shabbar Abbas, 44 anni, e sua moglie Nazia Shaheen, 48 anni, sono stati identificati nelle immagini delle telecamere di sicurezza di Malpensa poco prima di imbarcarsi per il Pakistan. I due hanno lasciato l’Italia pochi giorni dopo la data del presunto omicidio della figlia. Il programma Storie Italiane ha contattato il proprietario dell’agenzia di viaggi dove i due hanno prenotato i biglietti aerei per tornare in patria e dal suo racconto sono emerse delle stranezze.


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“Prima mi è stato chiesto di fare il biglietto per la moglie, poi dopo due giorni ho fatto il biglietto per il marito”, ha raccontato l’uomo alle telecamere della trasmissione di Eleonora Daniele, precisando che i biglietti sono stati ritirati da due persone diverse (quello del padre di Saman da Danish Hasnain), anche in questo caso in due giorni diversi.

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Nelle ultime ore è spuntato un sms che Nazia Shaheen (la mamma di Saman Abbas) avrebbe scritto alla figlia quando quest’ultima era in comunità protetta per indurla a tornare a casa. Lo riporta l’edizione di mercoledì 16 giugno de la Gazzetta di Reggio. “Ti prego fatti sentire, torna a casa. Stiamo morendo. Torna, faremo come ci dirai tu”: è il testo del messaggio. Secondo la ricostruzione del quotidiano l’sms risale al periodo in cui la ragazza si trovava nella comunità protetta dopo aver denunciato i genitori che volevano obbligarla a un matrimonio combinato. Il messaggio avrebbe tratto in inganno la diciottenne, scomparsa da oltre un mese da Novellara e che si presume sia stata uccisa dalla famiglia, tornata a casa dalla comunità protetta il 22 aprile.

Pubblicato il alle ore 15:39 Ultima modifica il alle ore 15:39