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Carburanti, Salvini: “Da domani tetto al prezzo”. Stasera il Consiglio dei ministri

  • Italia

C’è un momento, davanti alla pompa, in cui lo scontrino sembra quasi una sentenza: qualche litro in più e il totale schizza, i conti di casa tremano, le imprese stringono i denti. Nelle ultime ore, però, da Palazzo Chigi filtra l’idea di una mossa che potrebbe cambiare tutto. E la tensione sale.

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Il governo sta valutando un intervento urgente sui prezzi dei carburanti. A parlare è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che annuncia un Consiglio dei ministri in serata: l’obiettivo dichiarato è arrivare a misure immediate, con effetti percepibili già nelle prossime ore.


Il “tetto” e la partita sulle accise: cosa vuole la Lega

La parola che rimbalza è quella che gli italiani aspettano da tempo: tetto al prezzo. E insieme torna un altro nodo che, ogni volta, riaccende la polemica: le accise. Salvini sostiene che le proposte portate avanti dalla Lega puntano proprio lì, per frenare l’onda del caro benzina che sta esasperando famiglie e attività.

«Questa sera c’è un Consiglio dei ministri e le proposte che stiamo avanzando come Lega da giorni sono un tetto al prezzo e un intervento sulle accise», ha detto Salvini a Milano, durante un punto stampa prima dell’incontro con le compagnie petrolifere. Parole che suonano come un aut aut.

Il vicepremier insiste anche sui tempi: «Conto che già da domani gli italiani tocchino con mano l’intervento a cui stiamo lavorando». Un messaggio che punta a calmare l’ansia di chi vede i prezzi correre, ma che ora attende un atto concreto nero su bianco.

Secondo quanto riportato da ANSA, la giornata è stata scandita da contatti e riunioni in vista del passaggio in Consiglio dei ministri, con l’esecutivo che prova a trovare una sintesi tra urgenza politica e sostenibilità delle misure.

Il confronto si è svolto in Prefettura a Milano: Salvini ha incontrato i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere. Il punto è uno: contenere i prezzi alla pompa e vigilare su eventuali dinamiche speculative, che nella percezione pubblica diventano subito un’accusa pesantissima.

«Abbiamo convocato le principali compagnie petrolifere perché l’obiettivo è nell’immediato di ridurre i prezzi della benzina», ha spiegato il ministro. E ha aggiunto: «Bisogna bloccare gli aumenti, fermare le speculazioni e aiutare famiglie e imprese». Una frase che fotografa l’emergenza sociale oltre a quella economica.

Tra le ipotesi allo studio c’è l’introduzione di un tetto massimo per il prezzo del carburante. E Salvini indica un obiettivo preciso soprattutto per il diesel, il carburante che pesa in modo particolare su trasporti, lavoro e filiere produttive.

«Il tetto al prezzo del gasolio dovrà essere sotto 1,90 euro al litro, non solo sotto i due euro. Una riduzione di 5-10 centesimi non è sufficiente», ha sottolineato. È qui che si gioca una parte della credibilità dell’annuncio: non un ritocco, ma un taglio percepibile.

La strategia dichiarata resta quella della collaborazione con gli operatori del settore. Ma nel racconto politico compare anche la minaccia di una risposta più dura, se l’intesa non dovesse arrivare o se gli impegni non venissero rispettati.

«Abbiamo invitato le compagnie petrolifere per ascoltare le loro proposte e disponibilità», ha detto Salvini. Poi l’avvertimento: «L’extrema ratio, se ci fosse un rifiuto totale, è intervenire con un prelievo sugli extra guadagni che in questi giorni sono evidenti». Tutto, ora, è appeso alle decisioni delle prossime ore, dopo il Consiglio dei ministri.


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