Una cena tranquilla, qualche risata, le chiacchiere che si allungano. Poi, all’improvviso, quella sensazione gelida: qualcosa non torna. Un’auto non è dove dovrebbe essere. E da lì, minuto dopo minuto, la serata prende una piega che nessuno avrebbe immaginato, tra telefonate concitate e una scia che porta lontano.
È la notte “folle” che nelle ultime ore sta facendo discutere: protagonista Andrea Tagliaferri, sindaco di Campi Bisenzio. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe finito al centro di un inseguimento da film nato da un furto avvenuto a Prato, con un epilogo che ha bloccato per qualche istante anche l’autostrada.
Tutto sarebbe accaduto nella serata di lunedì. Tagliaferri era a cena con un gruppo di amici quando una donna si sarebbe accorta che la propria auto non c’era più. Non un’auto qualunque: una BMW X1, sparita mentre loro erano ancora al ristorante.
In casi così, lo choc dura poco: subentra l’istinto di capire, di controllare, di aggrapparsi a un dettaglio. E quel dettaglio, stavolta, sarebbe stato decisivo. La vettura, infatti, era dotata di GPS e la proprietaria avrebbe verificato che risultava ancora in movimento per le strade di Prato.

Vedere un punto muoversi su una mappa mentre qualcuno ti sta portando via qualcosa di tuo può essere una provocazione difficile da digerire. Secondo quanto ricostruito, il sindaco avrebbe deciso di intervenire personalmente: sarebbe salito in auto insieme all’amica e avrebbe iniziato a seguire la posizione della BMW rubata.
Poi il colpo di scena che, a quanto raccontato, avrebbe fatto scattare l’inseguimento vero e proprio. “Siamo arrivati in piazza San Marco e l’auto ci è sfrecciata davanti”, avrebbe riferito Tagliaferri, descrivendo quell’attimo in cui la situazione, da teoria, diventa realtà.
Nel frattempo, mentre la BMW si allontanava, sarebbero state contattate subito le forze dell’ordine. Polizia e carabinieri, secondo la ricostruzione, avrebbero ricevuto posizione e aggiornamenti costanti, passaggio cruciale per seguire l’evoluzione della fuga e preparare l’intervento.
È qui che la vicenda cambia tono: non più solo rabbia e adrenalina, ma anche la necessità di fare le cose nel modo giusto. In quelle ore, infatti, ogni spostamento e ogni indicazione avrebbe aiutato a restringere il cerchio, senza perdere di vista la sicurezza in strada.
A un certo punto, i presunti ladri avrebbero puntato verso l’autostrada A1. Secondo Tagliaferri, i due uomini si sarebbero probabilmente accorti di essere seguiti. E quando succede, l’incertezza diventa paura: perché non sai fin dove possono spingersi.
“Per fortuna non andavano velocissimi e siamo riusciti a stargli dietro”, avrebbe spiegato il sindaco. L’inseguimento, sempre secondo il suo racconto, sarebbe proseguito fino alla zona di Pian del Voglio, con la tensione che sale a ogni svincolo.
Arrivati a quel punto, sarebbe scattata l’operazione: la polizia avrebbe predisposto un blocco con diverse pattuglie, arrivando anche a chiudere temporaneamente il traffico per fermare il veicolo rubato. Momenti delicati, in cui basta un attimo perché qualcosa vada storto.
Dopo alcuni minuti di forte tensione, la BMW sarebbe stata bloccata. I due uomini a bordo, secondo quanto riportato, sarebbero stati arrestati. Un finale che, inevitabilmente, ha acceso l’attenzione e fatto rimbalzare la storia sui social.
Tagliaferri ha raccontato che all’interno della vettura sarebbero stati trovati oggetti ritenuti compatibili con un’attività di furto organizzata. Elementi che, se confermati, potrebbero delineare un quadro più ampio rispetto al singolo episodio.
- borsoni
- chiavi di altre vetture
- marchingegni elettronici sospetti
Secondo quanto riferito, i due arrestati avrebbero circa cinquant’anni. “Probabilmente erano persone esperte”, avrebbe aggiunto il sindaco, collegando il materiale trovato alle modalità con cui l’auto sarebbe stata sottratta.
La storia ha fatto il giro del web in poche ore, con reazioni tra incredulità e ammirazione, ma anche con la domanda che molti si sono posti: era opportuno inseguire? Tagliaferri, però, avrebbe provato a ridimensionare il proprio ruolo: “Non mi sembra di aver fatto qualcosa di eccezionale”.
E ha voluto ribadire un punto: “Il vero merito va alla polizia e ai carabinieri”. Intanto, sull’episodio restano gli accertamenti di rito e la ricostruzione completa dei passaggi, mentre la comunità commenta una notte che, per qualcuno, è iniziata con una cena e si è chiusa con un arresto in autostrada.


