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“Mi scalda il latte nel biberon?”. Mamma di un bimbo di 1 anno lo chiede al barista: richiesta choc

  • Italia
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Episodio clamoroso in Puglia: una mamma di un bimbo di un anno ha chiesto ad un barista di scaldare il latte nel biberon, ma la richiesta nei confronti della protagonista della vicenda è stata decisamente sorprendente. Una volta ascoltate quelle parole del lavoratore, la 38enne di nome Ilaria è rimasta senza parole. Ma era tutto vero e a quel punto ha deciso di far rendere pubblica la notizia. A denunciare tutto ci ha pensato l’associazione Giustitalia.

Entrando maggiormente nei dettagli, questo avvenimento ha avuto luogo a Vieste, siamo in provincia di Foggia, quando marito e moglie, provenienti da Roma ma in vacanza come turisti nella regione del Sud Italia, hanno cercato un posto dove poterlo fare. Questa mamma del bimbo di appena un anno ha chiesto al barista di un chiosco sull’arenile del comune foggiano di scaldare il latte del biberon. E vediamo dopo cosa è accaduto.

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Mamma di un bimbo di un anno chiede al barista di scaldare il latte: la folle richiesta

Questa coppia capitolina si è trovata di fronte una situazione impensabile. La mamma 38enne mai si sarebbe aspettata di sentire quella cosa, mentre aveva in braccio con sé il bimbo di un anno. Il figlio voleva mangiare e lei ha quindi richiesto al barista del locale di scaldare il latte. Credeva potessero farglielo senza pagare alcuna somma di denaro, invece non è stato affatto così e c’è anche stata un’ulteriore clamorosa decisione del chiosco.

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La signora, come riportato dal sito Leggo, ha detto: “Ho bisogno di scaldare il latte del bimbo nel biberon, può farlo?”. Le hanno risposto di sì, peccato però che in cambio le hanno chiesto 3 euro senza l’emissione dello scontrino. Giustitalia ha scritto: “Il chioschetto, pur essendo una struttura privata che esercita attività commerciale, e che quindi ha sicuramente diritto di guadagnare, non può imporre un ‘prezzo’ di ben 3 euro per scaldare a bagnomaria un biberon di latte di un bambino. Rappresenta una intollerabile speculazione economica ai danni dei consumatori. La cosa ancora più grave è che non viene rilasciato lo scontrino fiscale”.

Ma l’attività commerciale ha replicato, fornendo le sue ragioni: “Se dobbiamo riscaldare il biberon a bagnomaria dobbiamo sprecare del tempo, quindi chiediamo un supplemento di 3 euro”. Un caso sicuramente insolito.


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