Riforme, la “rottamazione fisica” dei senatori …

La sfida per le riforme istituzionali è dura. Cambiare le istituzioni, almeno in Italia, costa caro. È roba da ortopedia.  Sarà l’età dei parlamentari “anziani”, ma è certo che mentre si discute di soppressione del senato elettivo, questo sembra vendicarsi “fisicamente”. Qualcuno ricorda che quando a tentare le riforme fu Umberto Bossi fu costretto a uscire di scena colpito da un ictus che lo ha “cancellato” dalle cronache politiche. Tra i più attivi del momento c’è il suo figlioccio padano Roberto Calderoli che tra i vari tavoli di discussione con le altre forze politiche, in qualità di relatore, ha rimediato fratture varie e poco estivi rimedi ortopedici. I presenti alla seduta di giovedì scorso hanno cominciato a temere settimane poco tranquille: tra scranni e segreterie uno show da Policlinico. Qualche esempio. Il rappresentante del Nuovo centrodestra, Maurizio Sacconi, si è presentato con l’occhio sinistro bendato; malore per un esponente Svp per il quale sono scattati i soccorsi. Si è narrato anche di un paio di senatrici finite in infermeria. Ciò che viene fatto notare è che in tutti i casi si è trattato di senatori tutti molto convinti della bontà della riforma voluta dal premier, Matteo Renzi. Con la conclusione che il senato non vuole saperne di trasformarsi in una sorta di Csm delle regioni. O, ancora più italicamente, c’è da sospettare che la rottamazione sia un concetto più ampio, oltre la portata politica…