“Ridateci i nostri morti!”. Infuria la polemica nelle tendopoli per quella decisione di Matteo Renzi che ha addolorato tutti. I cittadini e il sindaco di Amatrice contro il premier. Cosa sta succedendo

 

Una protesta vera e propria quella che hanno scatenato i cittadini di Amatrice davanti al quartier generale della Protezione civile per la decisione di celebrare a Rieti anziché ad Amatrice i funerali delle vittime del terremoto del 24 agosto. Sergio Pirozzi, sindaco della cittadina distrutta dal terremoto, ha detto la sua ai microfoni delle televisioni: “Oggi è una brutta giornata. Immaginate il dolore delle persone che hanno perso i propri cari. Il dolore, il sentimento, va prima delle norme e delle leggi. Io rimango un uomo delle istituzioni, ho detto di spostare i funerali di qualche giorno ma di farli qua”.

La questione – come riportato dal quotidiano Repubblica – si trascinava dalle prime ore della mattinata per essere poi risolta dal premier Matteo Renzi che ha rassicurato i funerali si faranno ad Amatrice.


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I cittadini dei luoghi colpiti dal sisma non avevano minimamente accettato la decisione del Primo Ministro: “Noi a Rieti non ci veniamo, ridateci i nostri morti”, hanno detto gli sfollati. “Deve venire Rieti da noi, non andare noi da loro”, aggiunge un anziano signore ai funzionari del dipartimento di Protezione Civile che hanno detto alla gente: “Una decisione dolorosa anche per noi”. irremovibile anche don Fabio, parroco di un

paesino del circondario che partecipa, da volontario, alle operazioni di soccorso: “Io a Rieti non vado – ha detto il sacerdote – celebrerò qui, a Rieti non dobbiamo andare”. Ma Pirozzi ha precisato: “Ho riparlato con Renzi, i funerali saranno domani alle 18 qui ad Amatrice”.

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Intanto – come spiega Repubblica – fra le macerie continua il lavoro delle squadre di soccorso che nella notte hanno recuperato il corpo di un’altra donna sotto le rovine dell’hotel Roma di Amatrice, dove sono stati individuati altri tre cadaveri. Ma si pensa al futuro: “C’è una ricostruzione da coordinare nel modo più saggio e più rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate”, scrive il presidente del consiglio, Matteo Renzi, nella sua enews. 

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“La ricostruzione – aggiunge Renzi – dovrà avvenire nel modo più trasparente con l’aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l’Autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone ma anche con la massima trasparenza online”, sottolinea. “La gestione dell’emergenza da parte della Protezione civile è stata efficace e tempestiva. Ci sono 238 persone che sono state strappate dalle macerie dalla professionalità dei vigili del fuoco e dei soccorritori: un numero impressionante”, scrive Renzi. “In questi casi – sottolinea il premier – l’Italia sa come fare a reagire. Siamo bravi e generosi, specie nei momenti di difficoltà”.

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Pubblicato il alle ore 14:47 Ultima modifica il alle ore 11:28