Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Referendum costituzionale 2026, i risultati in diretta

  • Italia

L’andamento dell’affluenza al referendum costituzionale del 2026 ha subito attirato l’attenzione di partiti, osservatori e analisti politici, perché fin dalle prime rilevazioni è apparso chiaro che la partecipazione sarebbe stata uno degli elementi centrali della consultazione. I dati raccolti nel corso della giornata di domenica 22 marzo hanno infatti mostrato una crescita progressiva e costante, segnale di un interesse superiore a quello che molti si aspettavano alla vigilia.

Alla prima rilevazione ufficiale delle ore 12, l’affluenza si è attestata al 14,9%. Un dato che, letto da solo, non consentiva ancora interpretazioni definitive, ma che ha comunque fornito una prima indicazione utile sulla risposta degli elettori. Con il passare delle ore, però, il quadro ha cominciato a delinearsi con maggiore chiarezza, mostrando un incremento sensibile della partecipazione.


Referendum costituzionale 2026, chi ha vinto: i dati definitivi

Alle ore 19, infatti, la percentuale dei votanti è salita al 38,9%, confermando un’accelerazione significativa nel corso del pomeriggio. È stato proprio questo aggiornamento a far emergere con più evidenza la dimensione della mobilitazione, alimentando il dibattito politico e mediatico attorno a un referendum che, almeno sul fronte della partecipazione, si è rivelato tutt’altro che marginale.

Il dato complessivo rilevato alle ore 23 di domenica 22 marzo ha poi fissato l’affluenza al 46%, chiudendo la prima giornata di voto con una percentuale molto significativa. Un numero che offre già una chiave di lettura importante in vista dell’analisi dei risultati definitivi e che prepara il terreno al racconto politico del voto, destinato a misurarsi non soltanto con l’esito delle urne, ma anche con il livello di coinvolgimento espresso dall’elettorato.

Come comprensibile, l’attesa è stata grande, oltre che per i cittadini chiamati al voto, anche per tutte la forze politiche che, in un modo o nell’altro, hanno basato la loro comunicazione – a tratti forte e sproporzionata – sulle conseguenze dell’esito del referendum leggendolo come un segnale a favore o contro l’attuale esecutivo.

I primi exit poll danno già un segnale chiaro: emerge un leggero vantaggio del no. Per Opinio Rai il no è 49/53%, il si al 47/51%. Poi il primo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 fa riferimento al sì, che si attesterebbe al 47-51% e il no al 49-53%. Per quanto concerne, l’instant poll di Youtrend per Sky tg24 c’è il vantaggio del no al referendum sulla riforma della giustizia, con una forbice tra il 49,5% e il 53,5%. Il sì sarebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%. L’affluenza definitiva si attesterebbe tra il 56% e il 60%.

Intanto, come riportato da Repubblica a firma Lorenzo De Cicco, “i big di Fratelli d’Italia, da Giovanni Donzelli a Francesco Fini ad Arianna Meloni, sono riuniti nella sede di via della Scrofa, a Roma, in attesa dei risultati del referendum sulla giustizia. Il partito della premier Giorgia Meloni mantiene al momento il massimo riserbo, non rilascia dichiarazioni ufficiali se non di circostanza. Da fonti interne, però, filtra una linea ancora ottimista, al netto degli exit poll. ‘La logica, con questi dati di affluenza, fa ben sperare. Ma aspettiamo le prime proiezioni’. Se dovesse esserci la vittoria del sì, i vertici del partito sarebbero pronti a spostarsi all’hotel NH nelle vicinanze della stazione Termini, comitato del Sì, che è il punto operativo per seguire gli sviluppi della serata”.

Il TG1 ha fornito la prima proiezione di Opinio Italia per Rai, dunque parliamo di schede già effettivamente scrutinate, dopo le 15.30: il no sarebbe in vantaggio con il 53,1% dei voti e il sì si fermerebbe al 46,9%. La copertura del campione è pari al 12%. Successivamente è arrivata la seconda proiezione, sempre di Opinio Italia per Rai, con copertura del campione al 37%: no al 53,9% e sì al 46,1%.

C’è stata la prima conferenza stampa del comitato sì riforma dopo i primi dati ufficiali. Il presidente Riccardo Zanon ha ammesso: “Il risultato mi sembra propendere per il no. Ma c’è un paese abbastanza spaccato. Ci auguriamo che la situazione possa ricomporsi nelle prossime settimane”.

All’interno della sala dell’Associazione magistrati di Napoli, sia giudici che pm di diverse generazioni stanno seguendo insieme lo spoglio del referendum sulla giustizia dell’esecutivo Meloni “Potrebbe essere l’ultima volta che siamo uniti”, ha affermato con tono scherzoso Pierluigi Picardi, da poco andato in pensione, già presidente del tribunale di Napoli Nord. Sono tutti davanti a una piccola tv, insieme alla presidente della giunta distrettuale, la giudice Leda Rossetti. Inoltre, è sopraggiunto anche il procuratore generale Aldo Policastro.

Il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha rotto il silenzio sui social network e ha esultato per il risultato ottenuto, col no sempre più in vantaggio mentre è in corso lo spoglio delle schede: “Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”.

Questa la reazione ufficiale della premier Giorgia Meloni, affidata ad un videomessaggio sui social, dopo l’ormai consolidata vittoria del no e la conseguente sconfitta del sì: “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure