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Garlasco, scoppia la bufera sulla madre di Alberto Stasi dopo le parole di Selvaggia Lucarelli

  • Italia

Per anni ha scelto il silenzio, restando lontana dalle telecamere e dalle polemiche che hanno accompagnato uno dei casi di cronaca più discussi della storia italiana. Ora, però, a distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, una figura rimasta sempre nell’ombra torna a raccontare il proprio dolore e le proprie speranze, proprio mentre il caso di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione mediatica.

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Le nuove indagini, le discussioni televisive e le recenti dichiarazioni dei protagonisti della vicenda hanno riportato sotto i riflettori una storia che sembra non trovare mai una conclusione definitiva. In questo clima si inserisce anche la recente intervista concessa da Marco Poggi a Quarto Grado, che ha contribuito ad alimentare ulteriormente il dibattito pubblico.


Le parole della madre di Alberto Stasi e la nuova polemica

A rompere il silenzio è stata Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, che ha scelto di raccontarsi in un’intervista a Repubblica. La donna ha spiegato come abbia vissuto l’ultimo periodo e ha ribadito la propria fiducia nei confronti di chi sta lavorando oggi sul caso. “La prima cosa che faremo insieme io e Alberto? Penso che andremo al cimitero da Chiara”, ha dichiarato, pronunciando parole che hanno immediatamente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica.

Nel corso dell’intervista, la madre di Stasi ha raccontato anche il forte legame costruito con il figlio durante gli anni più difficili. “Ci siamo dati forza l’uno con l’altra. Forse Alberto ne ha data più a me, anche se non era fisicamente presente”, ha spiegato, ricordando inoltre il dolore provocato dalla scomparsa del marito Nicola, un’altra ferita che ha segnato profondamente la famiglia.

Oggi, grazie ai permessi ottenuti da Alberto Stasi, madre e figlio hanno la possibilità di trascorrere più tempo insieme. Un cambiamento importante che, secondo la donna, non ha però modificato il loro rapporto: “Vuol dire molto. Ma no, il rapporto non è cambiato, e lui è sempre lo stesso. Certo che la vita ci ha messo a dura prova”. Alla domanda su cosa faranno quando il figlio tornerà definitivamente a casa, “da innocente o colpevole”, Elisabetta Ligabò ha risposto: “Siamo già andati sulla tomba di mio marito Nicola, la prima volta che mio figlio ha avuto permesso di muoversi. Penso che andremo al cimitero da Chiara”.

Ma le dichiarazioni della madre di Stasi hanno avuto un’eco ancora più ampia dopo quanto accaduto nella puntata di ieri di È sempre Cartabianca. Durante la trasmissione, l’avvocato Antonio De Rensis, storico legale di Alberto Stasi, ha speso parole di grande stima nei confronti della donna, affermando: “Questa donna vive il proprio dolore con grande dignità, molto, molto riservata e se Alberto ha questa educazione, questa riservatezza, beh, da qualcuno avrà preso”.

Un passaggio che non è passato inosservato e che ha immediatamente provocato la reazione di Selvaggia Lucarelli. La giornalista e opinionista è intervenuta su X con una frase destinata a far discutere: “La famosa educazione nell’ammazzare la propria fidanzata a martellate”.

Da quel momento si è scatenata una vera e propria bufera sui social, con centinaia di utenti intervenuti nel dibattito. Tra i commenti più condivisi e discussi si leggono: “Quindi per la Lucarelli se Stasi fosse colpevole sarebbe tutta colpa di sua madre?”, “È colpa della madre di Stasi, come no”, “Attaccare una madre che soffre è davvero necessario?”, “Qui si sta parlando della dignità di una donna, non della sentenza”, “Si può non condividere De Rensis senza coinvolgere la madre”, “Commento fuori luogo e inutile”, “Il dolore delle famiglie dovrebbe restare fuori dalle polemiche”, “Ogni volta che si parla di Garlasco si finisce per dividere il Paese”.

L’ennesimo scontro mediatico dimostra come il caso Chiara Poggi-Alberto Stasi continui ancora oggi a suscitare emozioni fortissime. Tra nuove piste investigative, dichiarazioni televisive e battaglie sui social network, la vicenda resta una delle più controverse della cronaca italiana, capace di riaccendere il confronto pubblico a ogni nuova parola pronunciata dai protagonisti di questa lunga e tormentata storia giudiziaria.


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