Denise Pipitone, il sospetto di Piera Maggio: retroscena su Jessica Pulizzi e cosa non torna sulle indagini

La scomparsa di Denise Pipitone è uno di quei casi irrisolti della cronaca italiana che suscitano sempre molta commozione.  Nelle ultime settimane ha fatto scalpore la notizia del possibile ritrovamento della piccola, oggi 21enne, dopo una segnalazione arrivata alla trasmissione ”Chi l’ha visto?”. Segnalazione poi smentita dopo la comparazione del gruppo sanguigno di Olesya Rostova – una giovane che dalla tv russa ha lanciato un appello per ritrovare i genitori biologici –  con quello di Denise Pipitone.

La scomparsa di Denise comincia alle 12.30 dell’1 settembre 2004 quando viene comunicato a Piera Maggio che la figlia era scomparsa e che la stavano cercando da mezz’ora, senza nessun esito. La madre della piccola, infatti, era ad un corso d’informatica e aveva lasciato la figlia a sua madre, a Mazara del Vallo, nel Trapanese. Denise non si sarebbe mai allontanata da sola, aveva paura delle macchine e persino dei venditori ambulanti. Denise, quindi, viene “sequestrata in una manciata di minuti”. Poi il nulla, il silenzio, ma la continua la speranza di poterla ritrovare viva. (Continua a leggere dopo la foto)


La madre della piccola, infatti, non ha mai perso le speranze nella ricerca della figlia. Ha lanciato numerosi appelli, ha partecipato a diverse trasmissioni televisive pur di ritrovare la figlia.  Dopo il caso di Olesya Rostova, Piera Maggio è tornata in televisione per lanciare un altro appello, l’ennesimo, per fare luce sul caso della scomparsa della figlia, sulle indagini iniziali sostenendo che coinvolte in quell’inchiesta ci furono persone “non competenti” e altre che “non dovevano starci” perché dichiaratamente ostili alla stessa Maggio. (Continua a leggere dopo la foto)

Piera Maggio è tornata sul ruolo di Jessica Pulizzi e Anna Corona, rispettivamente figlia ed ex moglie del suo attuale marito. Jessica le ha fatto stalking, era solita passare da quella strada in cui è scomparsa la figlia, “quotidianamente, ogni giorno, tutti giorni”. “Jessica mi ha squartato tutte e quattro le ruote della macchina. – ha raccontato la donna – C’è stato un incendio a una erboristeria di mia sorella. Ci sono state una serie di vessazioni. Quando è stata sequestrata Denise io lo dissi ai due marescialli indirizzandoli ad andare a casa di Anna Corona. Per me, nell’immediatezza, non potevano essere che loro”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Il sospetto di Piera e del suo legale Giacomo Frazzitta, come riporta liberoquotidiano.it è che qualcuno degli inquirenti per motivi personali avesse avvisato le persone intercettate all’epoca, che dunque avrebbero fornito una falsa ricostruzione dei fatti nei loro colloqui privati al solo scopo di sviare le indagini. L’avvocato Giacomo Frazzitta ha quindi lanciato un appello: “Perché qualcuno delle forze dell’ordine di quell’epoca non ci racconta come sono andati i fatti visto che un pubblico ministero e chi curava le indagini sono stati traditi nell’esercizio delle loro funzioni?”.

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