Addio Paolo Rossi, la decisione struggente dopo la morte del campione. Un gesto da pelle d’oca

L’ultimo saluto a Paolo Rossi. A Vicenza, nel Duomo, le esequie dell’azzurro campione del mondo nel 1982. A portare il feretro, i suoi compagni di nazionale. “Del gruppo del 1982 era il simbolo in campo e fuori dal campo. Io ero attaccante come lui e cercavo di imitarlo ma lui era molto più forte di me, le sue erano doti naturali e fare le cose che faceva lui era impossibile”, dice Alessandro Altobelli.

“Abbiamo una chat whatsapp con i nostri compagni del 1982 -aggiunge Altobelli a Sky Sport davanti al Duomo di Vicenza dove tra pochi minuti ci saranno i funerali -. Ci sentivamo spesso, ma ultimamente non rispondeva più. Così ho messo alcune sue foto per discutere, ma non ha scritto nemmeno in quell’occasione. Così ci siamo preoccupati, abbiamo detto a Marco Tardelli di chiamare la moglie e ci aveva rassicurati. Poi pochi giorni fa Federica ha mandato un messaggio alle tre di notte con quel doloroso annuncio”. (Continua dopo la foto)


La camera ardente è stata allestita all’interno dello stadio Menti di Vicenza, la città e la squadra che lo hanno lanciato alla fine degli anni ’70. Una lunga fila, ininterrotta, di tifosi, ha sfilato a Vicenza dalle 15 di venerdì 11 dicembre davanti al feretro di Paolo Rossi, posto sul manto erboso dello stadio, per l’ultimo saluto all’indimenticato centroavanti della gloriosa Lanerossi Vicenza. (Continua dopo la foto)

Alla cerimonia funebre che si tiene sabato 12 dicembre alle 10,30 nel Duomo di Vicenza partecipano i compagni di squadra della Nazionale che vinse i Mondiali nel 1982: una immagine davvero commovente, da brividi. Sono ammessi solo gli invitati da parte della famiglia. (Continua a leggere dopo la foto)

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La morte di Paolo Rossi ha lasciato tutti senza parole e per ricordare il campione che portò l’Italia alla vittoria del campionato mondiale del 1982 il comune di Vicenza avrebbe già deciso di dedicargli il viale che porta allo stadio che lo ha visto nascere come giocatore. Un segno di grande riconoscenza per un campione che ha dato tanto al mondo del calcio.

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