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paolo calissano compagna no suicidio

“Non si è suicidato…”. Paolo Calissano, l’ex fidanzata ne è sicura: rompe il silenzio e racconta tutto

  • Italia

La morte di Paolo Calissano è arrivata come un pugno lo scorso 30 dicembre. L’attore 54enne, molto noto soprattutto negli anni ’90, è stato ritrovato senza vita nella sua casa romana. A dare l’allarme è stata la sua compagna Fabiola. La causa della morte non è chiara, ma nel suo appartamento sono stati rinvenuti degli psicofarmaci. La notizia ha sconvolto tante persone, non solo i più vicini a Paolo. Molti vip hanno voluto dare il loro ultimo saluto al protagonista di tanti film e serie per la tv.

Ma è scoppiata ben presto anche una polemica legata alle supposizioni e alle ricostruzioni giornalistiche su come e perché sia morto Paolo Calissano. L’ipotesi dell’overdose di psicofarmaci non convince la fidanza Fabiola. Lei stessa poche ore dopo il triste ritrovamento ha scritto sui social: “Siete degli sciacali! Lasciatelo in pace almeno adesso”. E ha incassato la solidarietà di tanti follower: “Riposa in pace, mi dispiace tantissimo”, “Tesoro mio, noooo. Condoglianze”. E ancora: “La macchina del fango dei soliti pennivendoli, mi dispiace molto e ti faccio le mie condoglianze”. Adesso Fabiola parla attraverso le pagine de Il Messaggero.

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Nella sua prima intervista dopo la morte del compagno Paolo Calissano, Fabiola Palese lo dice chiaro e tondo: “Paolo non si è suicidato“. Fabiola spiega poi perché secondo lei l’attore non poteva desiderare di morire: “Non era da lui. Credo che non abbia retto a tutti i farmaci che prendeva per via della sua depressione. Aspettava un’altra chance”. Poi arriva l’accusa nei confronti di un mondo che prima lo aveva accolto e poi… “Il mondo dello spettacolo gli aveva voltato le spalle, ma lui voleva un’occasione di riscatto che nessuno gli ha concesso”.

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Secondo quanto ricostruito Fabiola dopo essere entrata nell’appartamento ha visto vicino al corpo di Paolo Calissano i farmaci per la depressione. Sul divano il cellulare con ultimo accesso a WhatsApp la sera prima alle 20 e 18. Fabiola rivela: ““La serratura non aveva le mandate inserite”. Però, mentre la Procura indaga per morte in conseguenza di altro reato, l’ex compagna dell’attore non pensa che con lui ci fosse qualcun altro. “In quella casa entravamo solo io e il domestico, ma lo verificheranno le indagini. Lui ormai non usciva quasi più, si era lasciato andare e forse era tornato a prendersi le benzodiazepine in dosi massicce per dormire”.

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Purtroppo sotto le feste natalizie il senso di solitudine e impotenza si sono fatti sentire, almeno questa è l’idea di Fabiola. Che aggiunge: “Penso che abbia fatto qualche pasticcio con i medicinali, un bombardamento di psicofarmaci, ma non per togliersi la vita”. Paolo Calissano, dopo il successo degli anni ’90, era entrato in un tunnel buio. Nel 2005 l’arresto con l’accusa di aver provocato la morte dell’ex, la ballerina Ana Lucia Bandeira Bezerra, morta per overdose nella sua casa di Genova. Paolo aveva patteggiato la pena a 4 anni e l’aveva scontata in una comunità di recupero per tossicodipendenti. Nel 2008 poi era stato ricoverato a Genova per un malore e trovato positivo alla cocaina.


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