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Saman Abbas giuramento corano

Saman Abbas, confessione choc. Cosa hanno fatto i parenti dopo omicidio

  • Italia

Nuovi particolari agghiaccianti sull’omicidio di Saman Abbas, la 18 scomparsa nel nulla il 30 aprile scorso da Novellara, in provincia di Reggio Emilia. La confessione del padre della giovane sarebbe emersa alla luce di una telefonata dell’uomo a un parente in Italia a poco più di un mese dalla scomparsa della figlia. Tutto risalirebbbe all’8 giugno del 2021, quando Shabbar Abbas e la moglie si sarebbero dati alla fuga in Pakistan.

“Per me la dignità degli altri non è più importante della mia. Io ho lasciato mio figlio in Italia. Ho ucciso mia figlia e sono venuto, non me ne frega nulla di nessuno”, le parole di Shabbar, padre di Saman, al parente con il quale parlava al telefono. “Io sono già morto, l’ho uccisa io, l’ho uccisa per la mia dignità e per il mio onore. Noi l’abbiamo uccisa”, le dichiarazioni saltate fuori dall’intercettazione resa nota pochi giorni fa. Nei confronti dei genitori della ragazza l’Italia ha inoltrato la richiesta di rogatoria.

Leggi anche: “L’ho uccisa io”. Saman Abbas, svolta choc nel caso della 18enne scomparsa. Il padre intercettato

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Omicidio Saman Abbas: il giuramento sul Corano

Dopo la scomparsa di Saman, i suoi genitori sono partiti subito per il Pakistan. Un piano organizzato nei minimi dettagli, come si evinceva dalle parole dello zio della 18enne, Danish Hasnain, poi arrestato. “Stanno per andare per sempre in Pakistan” diceva infatti il 34enne in un messaggio alla sua fidanzata confermando il piano di fuga organizzato dopo la scomparsa di Saman Abbas. In questi giorni è stato rivelato un altro dettaglio sul terribile caso di cronaca.

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A parlare è Ikram Ijaz, il cugino della giovane pakistana che si trova in carcere con l’accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Secondo le carte del processo a carico dei 5 parenti di Saman, il giovane ha raccontato al suo compagno di cella non solo i dettagli della morte della cugina, strangolata, poi fatta a pezzi e gettata nel Po, ma anche di un giuramento fatto da tutti i parenti che hanno partecipato all’omicidio della giovane.

Secondo le carte dell’inchiesta, i genitori di Saman, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, latitanti in Pakistan dalla scomparsa della giovane, lo zio Danish Hasnain e i due cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq avrebbero stretto tra loro un patto del silenzio “con giuramento religioso sul Corano”. Un patto che prevedeva il silenzio sull’omicidio e le modalità dell’assassinio di Saman Abbas.


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